Basta annunci di lavoro con la chiara richiesta di manodopera estera – BIS

Prima dello scorso 27 settembre, quando il popolo si apprestava a votare l’iniziativa “Per un’immigrazione moderata”, il mondo politico di centro, di sinistra, e quello dai colori più variegati aveva promesso soluzioni brillanti e miracolose per rafforzare il mercato del lavoro svizzero e in particolare ticinese, a tutela della popolazione residente.

Eppure… l’acqua che scorre sotto i ponti è sempre quella di prima, come dimostra l’ennesimo annuncio di lavoro pubblicato da una società, la quale ha messo ben in chiaro di essere alla ricerca per una boutique di Lugano, di un’impiegata di vendita FRONTALIERA, escludendo così tutti i lavoratori indigeni che hanno svolto un apprendistato o una riqualifica quale Impiegato del commercio al dettaglio ottenendo un Attestato federale di capacità, il quale alla luce dei fatti sembra avere meno importanza e valore rispetto alla residenza oltre confine, garanzia di dumping salariale a danno dei residenti ticinesi e delle aziende virtuose che antepongono la responsabilità sociale al mero profitto.

Sono situazioni che non abbiamo mai tollerato e che non possiamo più tollerare, in particolare poiché aziende come queste non generano alcun valore aggiunto per il tessuto socio-economico ticinese e, anche qualora forniscono entrate fiscali, queste verrebbero poi comunque utilizzare per sostenere i cittadini privi di un’occupazione!

Con la presente poniamo pertanto le seguenti domande.

  1. Cosa ne pensa il Consiglio di Stato del fatto che molte aziende assumano esclusivamente personale residente oltre confine, escludendo quindi di principio coloro che risiedono nello stesso Stato in cui si trova l’azienda?
  2. L’Autorità, sia essa comunale, cantonale o federale, ha la possibilità di sanzionare aziende che assumono esclusivamente personale frontaliere, o comunque di impedire o limitare tale pratica?
  3. Sapendo che un’eventuale sensibilizzazione delle aziende in questione non produrrebbe alcun effetto, non ritiene il Consiglio di Stato che le aziende che assumono apertamente unicamente personale frontaliere vadano sanzionate?
  4. Il Consiglio di Stato ha elaborato una strategia, o possiede perlomeno una visione, che possa, anche a lungo termine, porre fine a questi fenomeni?
  5. Quanti sono i disoccupati Ticinesi che potrebbero occupare questo posto di lavoro o una posizione analoga?

Ringraziando per l’attenzione, fiduciosi di una risposta completa, porgiamo i nostri più distinti saluti

Stefano Tonini, Alessandro Mazzoleni,  Andrea Sanvido,  Sem Genini, Eolo Alberti e Mauro Minotti

No alla propaganda pro UE del CF

Ancora una volta il Consiglio federale ci casca pesantemente: nel comunicare i dati emersi dal 19° rapporto dell’Osservatorio sulla libera circolazione delle persone fa un inno vero e proprio ai risultati raggiunti, nascondendo invece i problemi che soprattutto il Ticino ha dovuto subire dall’aumento di lavoratori frontalieri e di lavoratori provenienti dall’UE negli ultimi vent’anni. La Lega dei Ticinesi condanna questo atteggiamento e invita il Consiglio federale a una maggiore oggettività, ma soprattutto a tenere in considerazione anche gli effetti negativi che questa invasione di lavoratori stranieri ha provocato in Ticino.
Il dumping salariale in Ticino è un problema ormai riconosciuto da tutti, anche da una parte della sinistra che riesce a guardare la realtà con oggettività e non con i paraocchi dell’ideologia turbo europeista. Il costante divario dei salari in Ticino rispetto al resto della Svizzera è la prova provata degli effetti negativi della libera circolazione. È inaccettabile che il Consiglio federale – dove siede anche un rappresentante ticinese – ancora una volta non lo voglia ammettere e non lo prenda minimamente in considerazione. Berna vuole solo imbonire il popolo sui benefici della libera circolazione e sull’Accordo quadro con l’UE, facendo gli interessi dei Cantoni forti, infischiandosene del Ticino.

Comunicato stampa Lega dei Ticinesi

Pieno sostegno alle forze di polizia

I Giovani Leghisti sostengo gli agenti e le forze di polizia impiegati o che prestano servizio per mantenere l’ordine nei CFA.
Finalmente si è aperto il vaso di pandora. La SEM ora deve ammettere che certe politiche di asilo senza controllo non funzionano più.
Spaccio, aggressioni, furti e ora anche minacce di morte. Queste sono le principali attività che ha portato l’immigrazione mal gestita dalla Politica Federale di Berna e della sua amministrazione.
La legge sull’asilo e quella sugli stranieri e la loro integrazione vanno completamente riviste e rese più stringenti.
Chi delinque e nuoce alla società non deve poter rimanere in possesso di un permesso per richiedenti l’asilo.
I Giovani Leghisti si schierano al pieno sostegno degli agenti e delle forze di polizia che quotidianamente lavorano e si impegnano a favore della nostra sicurezza.
Berna deve intervenire affinché queste inaccettabili situazioni si risolvano.
Favorire i rimpatri, espellere i delinquenti, snellire le procedure e sostenere le persone meritevoli.

Movimento Giovani Leghisti

Alessio Allio nuovo coordinatore del MGL

Durante l’assemblea del movimento è stata inoltre approvata la lista per le federali di ottobre.
Alessio Allio di Arzo è il nuovo coordinatore del Movimento Giovani Leghisti. Il 26enne è stato eletto lo scorso 10 giugno a Rivera in occasione dell’assemblea. Durante l’incontro è stata inoltre formalizzat la lista degli 8 candidati MGL alle elezioni federali. Sono in corsa, oltre al coordinatore, Alex Valsangiacomo (Mendrisio), Kevin Pagnonini (Agno), Christian Tresoldi (Lugano), Stefano Olgiati (Bioggio), Kevin Pidò (Locarno), Joel Quattrini (Maggia) e Raffaele Darani (Faido). “Siamo riusciti a candidare giovani provenienti da ogni regione del Cantone, città, periferia e soprattutto dalle valli”, sottolina il movimento. “I candidati MGL sono pronti a lottare per questa lista e a riportare in primo piano le battaglie e idee leghiste della prima ora”.

https://www.ticinonews.ch/ticino/alessio-allio-nuovo-coordinatore-dei-giovani-leghisti-378888

Elezioni federali: la Lega sceglie la via della prudenza

Niente strappo con i cugini dell’UDC e, almeno per il momento, niente nuovo coordinatore. La Lega dei ticinesi, detto altrimenti, ha optato per la prudenza. Dopo le dichiarazioni del capogruppo Boris Bignasca, che settimana scorsa aveva aperto una breccia nell’accordo con i democentristi (e non aveva escluso una sua potenziale candidatura al ruolo di coordinatore), il Movimento di via Monte Boglia, riunito questa sera in assemblea a Sant’Antonino, ha evitato improvvisi «scossoni» in vista delle elezioni federali di ottobre.

Due idee diverse
Partiamo dall’accordo con l’UDC, siglato qualche mese prima delle Cantonali di aprile. Esso prevede che a ottobre, per l’elezione della Camera alta, i due partiti presentino un candidato unico, ossia l’uscente Marco Chiesa. Settimana scorsa, però, Bignasca aveva aperto alla possibilità di candidare anche un esponente della Lega. Una possibilità subito «stoppata» dai democentristi e che, concretamente, avrebbe rimesso in discussione l’accordo. Ad ogni modo, durante l’assemblea (rigorosamente a porte chiuse) non ci sono state forzature in questa direzione.

Così, la portavoce del Movimento, Sabrina Aldi, ha commentato la questione alla fine dell’assemblea: «È chiaro che su questo punto noi pensiamo possa essere una buona cosa, nell’interesse dell’area, candidare anche qualcuno della Lega. Però, l’accordo è l’accordo. Quindi evidentemente se dall’altra parte dovesse arrivare un “no” definitivo, così sarà». Insomma, la proposta verrà fatta e poi discussa tra i due partiti, ma da parte della Lega non sembra esserci l’intenzione di forzare troppo la mano su questo punto.

Una lista ancora da confermare
Veniamo ora ai candidati che il Movimento intende schierare alle Federali. Ci sarà una lista principale (i cui nomi non sono ancora stati ratificati) e tre liste sotto-congiunte: una per i giovani, una per le donne e una per i «senior».

Riguardo alla lista principale in corsa per il Consiglio nazionale, con ogni probabilità vi figureranno, oltre all’uscente Lorenzo Quadri, anche i granconsiglieri Daniele Caverzasio, Sem Genini e Michele Guerra. Gli otto candidati, tuttavia, non sono ancora definitivi. «I nomi sono più o meno quelli trapelati negli scorsi giorni – spiega la portavoce–, però ci sono delle persone che stanno attendendo delle conferme, anche da parte del datore di lavoro, e quindi per il momento preferiamo non ufficializzarle».

Al di là dei nominativi, in vista dell’appuntamento con le urne del 22 ottobre l’ambizione principale della Lega resta quella di riprendersi il seggio perso nel 2019. «L’obiettivo è sicuramente quello di fare un risultato migliore rispetto a quattro anni fa», spiega ancora Sabrina Aldi». E «sì, ciò significa anche riconquistare il seggio perso al Nazionale».

Due «new entry»
Nella riunione c’è stato anche qualche piccolo cambiamento organizzativo per la Lega. Il Consiglio esecutivo ha visto l’entrata di due nuovi esponenti.

Oltre ai membri di diritto (il consigliere nazionale Lorenzo Quadri, il capogruppo in Gran Consiglio Boris Bignasca e i due consiglieri di Stato Norman Gobbi e Claudio Zali), sono stati riconfermati gli uscenti Sabrina Aldi, Patrizio Farei e Alessandro Mazzoleni. L’esponente del mendrisiotto Massimiliano Robbiani sarà invece sostituito da Daniele Caverzasio. L’altra «new entry» è il granconsigliere Daniele Piccaluga. Complessivamente, dunque, i membri del Consiglio esecutivo saranno nove.

Un piccolo cambiamento organizzativo che potrebbe però diventare rilevante nelle prossime settimane. E questo perché, come previsto dagli Statuti del Movimento, la competenza per nominare un coordinatore spetta proprio al Consiglio esecutivo.

Su questo punto, però, la portavoce taglia corto: «La nomina del coordinatore è compito del Consiglio esecutivo, motivo per cui tale opzione non è stata discussa oggi in assemblea. Spetta al consiglio determinare i ruoli al suo interno, quindi nelle prossime settimane farà le sue valutazioni e deciderà se è il caso di nominare un coordinatore».

Uno sguardo ad aprile
Nella prima parte dell’assemblea, durata in totale circa tre ore, i delegati sono pure tornati sul deludente risultato ottenuto alle Cantonali di aprile, in cui il Movimento ha perso ben quattro seggi. Un risultato che lascia qualche preoccupazione in via Monte Boglia: «Dall’analisi delle Cantonali – riferisce Sabrina Aldi – dall’assemblea è emersa una giusta preoccupazione di fronte a una Lega che ha perso ancora quattro seggi in Gran Consiglio. È vero, abbiamo mantenuto due consiglieri di Stato, ma come già detto subito dopo i risultati delle elezioni, c’è comunque una preoccupazione. Allo stesso tempo, però, anche una voglia di guardare avanti e riguadagnare terreno».

https://www.cdt.ch/news/ticino/la-lega-sceglie-la-via-della-prudenza-319544

La Posta siamo noi: difendiamola!

La scorsa settimana, il CEO di La Posta ha fornito significative dichiarazioni sulle future strategie del
Gigante Giallo. In particolare, Cirillo ha annunciato una riorganizzazione operativa e un conseguente
aumento dei prezzi, giustificato con il rallentamento della crescita nel settore dei pacchi e il calo del
volume delle lettere, oltre che con l’aumento dei costi legati alla logistica e all’energia dovuto all’inflazione.
Capiamo benissimo la situazione dell’aumento dei costi nella quale pure La Posta si trova confrontata,
difficoltà che tuttavia non hanno impedito a La Posta di chiudere il 2022 con un utile di 295 milioni di
franchi e un risultato d’esercizio (EBIT) di 358 milioni, che garantiscono una certa solidità a un’azienda
parastatale: la sua missione primaria non dovrebbe quindi essere quella di produrre utili, ma di garantire
in primis un adeguato ed efficiente servizio a tutta la popolazione.
Proprio per questa ragione preoccupa la volontà di voler revisionare il mandato del servizio pubblico,
dato che all’annunciato aumento dei costi è stato spiegato come seguiranno infatti delle misure di
contenimento delle spese, in particolare la sostituzione dei classici sportelli postali con gli automatici.
Una misura che condurrà inevitabilmente, nel medio-breve termine, alla chiusura di filiali e alla perdita di
posti di lavoro, causando disagi specie nei Comuni più periferici.
In virtù di queste considerazioni, chiedo al Consiglio di Stato:

  1. Qual è la propria posizione, riguardo al fatto che, nonostante la solidità finanziaria, La Posta intende
    sostituire gli sportelli postali classici con gli automatici?
  2. Intende intervenire per contrastare l’immediato aumento dei costi dei servizi postali, ritenuta l’attuale
    situazione finanziaria di molti ticinesi?
  3. Cosa intende fare per tutelare quei Comuni periferici che rischiano di vedere chiuse, nell’arco di pochi
    anni, le proprie filiali postali?
  4. Quali misure intende adottare il Governo per garantire che La Posta continui a fornire un servizio
    pubblico di qualità e accessibile a tutti i cittadini?

Per il Gruppo Lega dei Ticinesi
Eolo Alberti
Balli – Bignasca – Mazzoleni –
Minotti – Tonini

Sanvido e Caccia: “Parcheggi e autosili con 40mila posti per combattere il traffico”

I deputati di Lega e Centro chiedono degli stalli supplementari, non nei centri urbani, per cercare di risolvere un problema sempre più annoso in Ticino. “Se possibile, vicini alle stazioni e con un collegamento col trasporto pubblico”

Almeno 40mila parcheggi, se possibile interrati e non distanti dalle stazioni FFS. Questa è la proposta, presentata in una mozione interpartitica, per combattere il traffico sempre più problematico in Ticino. A inoltrare l’atto parlamentare, ritenuto urgente, Andrea Sanvido per il Gruppo Lega dei Ticinesi e Arnaldo Caccia per il Gruppo il Centro + Giovani del Centro.

Come premessa riportano alcuni numeri: “Le auto private occupano oggi la parte maggioritaria dei metri quadrati di asfalto del Cantone, di conseguenza si deve trovare una soluzione al loro stazionamento per risolvere il traffico congestionato che se una volta concerneva solo gli orari di punta, oggi invece occupa quasi 13 ore consecutive al giorno. Analizzando il numero di persone che si spostano per lavoro in Ticino ci troviamo con il seguente numero: lavoratori totali 241’200 di cui stranieri 128’800 dei quali frontalieri 78’230 (per ora). Dobbiamo quindi trovare il modo di poter evitare colonne nei centri urbani e sulle nostre autostrade e spingere concretamente gli automobilisti a posteggiare la propria vettura lontano dai centri urbani e utilizzare i mezzi pubblici per recarsi al lavoro”.

Un problema sempre più sentito, se è vero che l’Associazione svizzera dei trasportatori stradali ha chiesto misure, sottolineando come nel 2022 le ore di ingorghi sono state 39’863, con un raddoppio in dieci anni. “E anche se, con il 22,77%, il tasso di crescita è leggermente inferiore a quello del 2021, che raggiungeva addirittura il 43,9%, le cifre sono difficilmente paragonabili a causa, da un lato, della normalizzazione post-coronavirus e, dall’altro, dell’aumento vertiginoso delle cifre, che supera massicciamente i soliti valori del passato”, si leggeva in una nota (leggi qui).

Proseguono il leghista e il rappresentante del Centro: “A nostro modo di vedere ci ritroviamo quindi obbligati a creare dei posteggi collettivi per almeno 40’000 auto (quantitativo prudenziale), e questi stalli non devono ovviamente essere posizionati nei centri urbani, ma fuori da essi. Una possibile soluzione può essere quella degli autosili interrati per non rovinare il colpo d’occhio oppure in taluni casi degli autosili multipiano con la capienza di 2000 posti auto”, proseguono Sanvido e Caccia. “Il tutto dovrà avere il collegamento con il traporto pubblico, dove il nostro Cantone ha investito milioni di CHF per renderlo sempre più al passo coi tempi e soprattutto sempre più facilmente raggiungibile dai cittadini ticinesi. L’ubicazione di questi autosili dev’essere vicino alle stazioni FFS o punti percorribili dai mezzi pubblici”.

I costi, sono elevati, ne sono consapevole. “Un investimento di questo tipo richiede uno sforzo economico non indifferente, ed è per questo che secondo noi bisogna far intervenire in questa operazione anche l’economia privata affinché possa partecipare agli investimenti ed ai costi di gestione attraverso un accordo di partenariato pubblico-privato. Anche i fruitori dei futuri stalli verranno chiamati alla cassa, attraverso un metodo tariffario interessante sotto forma di abbonamenti”.

E chiedono al Governo:

“1. Cosa pensa il Consiglio di Stato della proposta presentata dagli scriventi?

  1. È possibile preparare uno studio di fattibilità per l’edificazione di questi autosili? delle possibili correzioni onde ridurre le ore di colonna, improduttive ma costose, per accedere ai centri urbani per motivi commerciali e di lavoro, il tutto migliora anche la qualità di vita del lavoratore.
  2. In alternativa quali sono i piani del Consiglio di Stato per risolvere il problema del traffico nel nostro Cantone?”.

https://www.ticinolibero.ch/rubriche/eventi-cultura-spettacoli/1675740/eventmore-responsabile-organizzativa-del-congresso-internazionale-sui-linfomi-icml-2023

Cassa pensioni, Bignasca dopo lo sciopero: “Sarà battaglia”

Il capogruppo leghista: “I soldi dei contribuenti servono per le deduzioni di cassa malati e per la tredicesima AVS”

di Boris Bignasca (a nome del Gruppo parlamentare della Lega)

La recente protesta di alcuni insegnanti, che ha coinvolto gli studenti delle scuole pubbliche solleva preoccupazioni sulla qualità dell’educazione in Canton Ticino. La difesa dei privilegi pensionistici dei docenti è ritenuta da buona parte della popolazione ingiusta e obsoleta. La differenza tra le condizioni lavorative degli insegnanti della scuola pubblica rispetto ai lavoratori del settore privato è abissale.
La scelta di manifestare durante un giorno lavorativo, invece del fine settimana o durante le vacanze scolastiche, è stata fortemente criticata per l’impatto che ha sugli studenti e le famiglie coinvolte. Si solleva il dubbio se fosse opportuno trovare modalità alternative di protesta che non interrompessero le attività didattiche. È essenziale inoltre che certi temi rimangano al di fuori della scuola per garantire un’istruzione imparziale e apolitica. Il Consiglio di Stato e il Gran Consiglio hanno inoltre recentemente deciso di aumentare del 2.5% gli stipendi dei docenti cantonali e degli altri dipendenti, tramite un esborso finanziario non indifferente per le già fragili finanze cantonali.

Andando avanti così i nostri giovani, avranno un’istruzione debole e politicizzata e al contempo avremo delle finanze fragili dovute a debiti enormi. Basti pensare che per risanare completamente l’IPCT servirebbero 3 miliardi dei contribuenti, cioè per fare un paragone il valore globale di Credit Suisse. Si vuole che questo buco venga finanziato completamente dai contribuenti ticinesi? Se questo sarà il clima intorno alla cassa pensioni cantonale, il gruppo LEGA annuncia già battaglia. I 500 milioni di risanamento deciso nel 2012 e i 700 milioni di prestito varati la scorsa legislatura sono già troppi. Basta spennare i cittadini! I ticinesi hanno bisogno di altre decisioni politiche urgenti come la deduzione integrale dei premi di cassa malati e l’istituzione della tredicesima AVS per le classi sociali svantaggiate.

https://www.liberatv.ch/news/politica-e-potere/1666933/cassa-pensioni-bignasca-dopo-lo-sciopero-sara-battaglia

A scuola di anarchia!

Come faranno a recuperarle? Inoltre siamo uno Stato democratico o dobbiamo sottostare alle leggi sindacali? I docenti sono impiegati dello stato e anche ben retribuiti. È ora che la so smetta di piangersi addosso quando, in questo Cantone, ci sono persone che un lavoro nemmeno ce l’hanno. Questi docenti stanno insegnando l’anarchia ai propri allievi… altro che democrazia.

Maruska Ortelli
GC Lega dei Ticinesi

https://www.mattinonline.ch/it/article/54231/a-scuola-di-anarchia

Aumento dei prezzi … basta non ne possiamo più

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Il tempismo con cui Alliance Swiss Pass annuncia l’aumento dei prezzi che andranno a pesare sul portafoglio dei cittadini svizzeri ci da parecchio fastidio. Infatti dopo i numerosi aumenti che abbiamo già avuto negli scorsi mesi, quello relativo al settore dei trasporti pubblici non ci mancava. A questo punto permettetemi di scrivere che ci aspettiamo un servizio all’altezza e di qualità , che permetta a chi paga di potersi sedere o per lo meno non essere schiacciato come una sardina e arrivare puntuale a destinazione. Lo sappiamo tutti che il traffico è uno dei problemi più importanti da risolvere, se vogliamo incentivare l’utilizzo dei trasporti pubblici dobbiamo incentivare le persone, e andare ad aumentare il tariffario non è una scelta saggia. Così facendo aumentiamo le persone che preferiscono usare la propria vettura sebbene possono anche passare ore nel traffico. Perché non introduciamo anche un bonus agli utenti, quando il mezzo di trasporto è in ritardo o non è possibile viaggiare seduti rimborsate una quota del biglietto o dell’abbonamento che è stato pagato.

https://www.ticinonews.ch/ospiti/aumento-dei-prezzibasta-non-ne-possiamo-piu-376665