NO al finanziamento della Conferenza sulla ricostruzione dell’Ucraina con i soldi dei contribuenti

Con il Messaggio “ratifica dei costi relativi alla gestione della sicurezza della Conferenza sulla ricostruzione dell’Ucraina” il Governo chiede al Gran Consiglio la ratifica di una spesa netta pari a CHF 774’666.45.

La Lega dei Ticinesi non intende approvare una tale spesa. I soldi dei contribuenti non devono venir spesi per inutili e faraoniche conferenze che non portano nessun valore aggiunto. In particolare, che la Conferenza in questione fortemente voluta da Cassis, sia stata un grande flop è sotto gli occhi di tutti. 

Ci si aspettava chissà quale indotto per il nostro Cantone ma così evidentemente non è stato. Oltretutto è stata anche totalmente inutile anche dal profilo del conflitto che, come tutti ben sanno, perdura ancora. La Lega dei Ticinesi si era già dall’inizio mostrata molto critica sull’opportunità di svolgere una tale manifestazione, sia per quanto concerne la questione dei costi sia per l’immagine della neutralità del nostro paese.

La Lega dei Ticinesi è convinta che i soldi dei contribuenti debbano essere utilizzati per aiutare i cittadini in difficoltà, in particolare il ceto medio, e per finanziare progetti che vadano a beneficio di tutti e per questa ragione il gruppo parlamentare non sosterrà il citato messaggio e se del caso valuterà di indire un referendum per lasciar decidere i cittadini.

Lega dei ticinesi

NO ad un nuovo accordo sul telelavoro dei frontalieri


In merito al recente raggiungimento, tra la ministra delle finanze svizzera Karin Keller Sutter ed il suo omologo italiano Giancarlo Giorgetti, di una nuova intesa temporanea (valida fino a fine giugno) per permettere il telelavoro dei frontalieri, la Lega dei Ticinesi ribadisce la propria contrarietà a questa opzione.

Si ricorda che i frontalieri che possono telelavorare non sono né gli operai edili e nemmeno il personale curante. Dello “smartworking” può usufruire chi lavora nel terziario, in ufficio. Ovvero quei frontalieri che non rispondono ad alcuna carenza di manodopera ticinese, ma che la sostituiscono, ed il cui numero continua a crescere senza alcun controllo, creando pesanti distorsioni sul mercato del lavoro del nostro Cantone.

Come indicano gli ultimi dati UST, nel corso del 2022 nel terziario i permessi G in Ticino sono cresciuti del 5.6%, a fronte di una crescita complessiva del frontalierato del 4.4%. Il settore terziario ticinese impiega ormai 52mila frontalieri su 80mila. Una cifra che è addirittura quintuplicata in due decenni.

Va pure ricordato che, in barba alle statistiche della SECO, i due terzi dei ticinesi disoccupati sono proprio lavoratori del terziario. La débâcle di Credit Suisse creerà migliaia di nuovi bancari disoccupati da ricollocare. In queste circostanze, un’ulteriore agevolazione dei frontalieri del terziario tramite home office è improponibile. Essa non farebbe che aumentare l’attrattività del mercato del lavoro ticinese per i pendolari italiani. Nel settore terziario andrebbe, al contrario, decretata una moratoria sul rilascio di nuovi permessi G.

La Lega dei Ticinesi ha già presentato a Berna nei mesi scorsi una mozione che chiede di non sottoscrivere alcun nuovo accordo con l’Italia sul telelavoro dei frontalieri. Continuerà pertanto a battersi in tal senso.

Lega dei Ticinesi

Bisogna limitare l’immigrazione: la richiesta della Lega appoggiata dai cittadini svizzeri

La Lega dei Ticinesi prende atto con soddisfazione che, secondo un sondaggio effettuato da Tamedia, la maggioranza dei cittadini svizzeri – inclusi quelli che si riconoscono nella “sinistra” – si dichiara favorevole ad una limitazione dell’immigrazione. Un obiettivo che la Lega sostiene coerentemente fin dalla propria fondazione.

Diversamente dalla partitocrazia, dunque, la popolazione è consapevole che anche l’immigrazione deve essere ricondotta entro i limiti della sostenibilità e dell’accettabilità. Deve basarsi sulle necessità e tenere conto dei limiti della Svizzera, deve essere decisa dalla Svizzera (non dall’UE) e non può rimanere incontrollata come lo è ora. A livello continentale, infatti, il nostro Paese ha conosciuto una crescita negli ultimi decenni non paragonabile con paesi simili o di maggiori dimensioni territoriali e umane; questo sta portando le infrastrutture al loro limite, così come la vivibilità e la qualità di vita percepita dalla popolazione.

L’immigrazione senza freni è la conseguenza della mancata applicazione dell’iniziativa “contro l’immigrazione di massa” votata dal Popolo elvetico nel 2014, che è stata trasformata nel dicembre 2016 nell’inutile ed inefficace “preferenza indigena light”, per paura di reazioni da parte dell’UE. In questo modo, le maggioranze politiche alle Camere federali hanno violato la volontà popolare e adesso devono fare i conti con la disapprovazione del Popolo svizzero! 

Il sondaggio di Tamedia conferma quindi la centralità del tema della limitazione dell’immigrazione, un obiettivo che la Lega continuerà a promuovere con tutti i mezzi a sua disposizione sia a livello federale che cantonale.

 Dalla Svizzera aiuti miliardari all’Ucraina, “e gli svizzeri?”

La Lega dei Ticinesi apprende con costernazione della decisione – annunciata dal CF Ignazio Cassis (PLR) alla terza conferenza della Banca Mondiale tenutasi a Washington – di versare all’Ucraina ulteriori 1.8 miliardi di franchi dei contribuenti nei prossimi sei anni.

La Lega dei Ticinesi rifiuta la continua escalation dei contributi all’estero, che avviene in contemporanea con l’esplosione della spesa per l’asilo, imputabile anche all’arrivo massiccio di profughi dall’Ucraina. Tanto più che, malgrado questi ingenti sforzi, la Svizzera è di continuo sottoposta a vergognose pressioni e ricatti internazionali nel merito della guerra in Ucraina, miranti ad imporre la dismissione degli ultimi scampoli della nostra neutralità. Mentre i cittadini svizzeri si trovano confrontati con aumenti vertiginosi dei premi di cassa malati – per l’anno prossimo SantéSuisse ha già annunciato un ulteriore salasso – e del costo della vita in generale, il Consiglio federale addirittura incrementa i contributi all’estero, invece di ridurli. In più, mentre aumenta gli aiuti all’estero, la Confederazione prevede di ribaltare nuovi oneri finanziari sui Cantoni, e di conseguenza sui contribuenti.

La Lega dei Ticinesi chiede una drastica decurtazione dei versamenti all’estero e della spesa per l’asilo, affinché le risorse così risparmiate vengano destinate alle necessità dei cittadini elvetici (manifestamente considerati dal Consiglio federale e dalla partitocrazia come l’ultima ruota del carro). Continuerà a battersi in tal senso in tutte le sedi possibili.

Accordo di Dublino: la Svizzera non può subire passivamente le inadempienze di Roma

Da dicembre l’Italia non applica più l’accordo di Dublino. Di conseguenza, non riprende più i migranti la cui procedura, in base a tale accordo, si deve svolgere nel Belpaese. L’Italia si giustifica dicendo di non avere più la capacità necessaria per riprendersi questi asilanti.

Secondo fonti mediatiche, una direttiva interna di Roma prescriverebbe la sospensione di Dublino fino al due maggio. Tuttavia, c’è da dubitare che tale termine – comunque arbitrario – verrà rispettato, dal momento che in Italia gli sbarchi procedono a pieno ritmo. Il rischio concreto è quindi quello di una sospensione a tempo indeterminato.

A Berna, il problema è già stato sollevato dalla Lega dei Ticinesi lo scorso marzo, con un’interpellanza (23.3113) al Consiglio federale presentata dal CN Lorenzo Quadri, che chiedeva la sospensione dell’accordo di Schengen, e quindi il ripristino dei controlli sistematici al confine, fino a quanto Roma non avesse ripreso ad ottemperare ai propri obblighi internazionali in ambito migratorio.

E’ evidente che la sospensione dell’accordo di Dublino da parte italiana è inaccettabile per la Svizzera, ed in particolare per il Canton Ticino. Allo stato attuale risultano essere alloggiati nei centri svizzeri circa 300 migranti che non possono essere trasferiti in Italia. Una cifra che è, evidentemente, destinata a salire. 

La Lega dei Ticinesi ritiene inaccettabile l’atteggiamento passivo fin qui tenuto dal Consiglio federale – ed in particolare dalla ministra di Giustizia PS Elisabeth Baume Schneider – davanti al mancato rispetto dei propri obblighi internazionali da parte di Roma.

La Lega dei Ticinesi si attende pertanto che:

– Il Consiglio federale pretenda che l’Italia torni a rispettare l’accordo di Dublino

– La Svizzera sospenda l’accordo di Schengen e ripristini i controlli sistematici ai confini fino a quando l’Italia non avrà riattivato i rinvii Dublino.

– Le spese extra che la Svizzera, ed in particolare il Canton Ticino, dovranno sostenere a causa

dell’inadempienza italiana, vengano dedotte dal versamento dei ristorni delle imposte alla fonte dei

frontalieri.

La Lega dei Ticinesi ribadisce inoltre con forza la necessità per la Svizzera di dislocare al di fuori dell’Europa le proprie procedure d’asilo, allineandosi ai progetti in tal senso di Gran Bretagna e Danimarca.

Lega dei Ticinesi

Ben 5 assunzioni grazie alla Fondazione Bignasca e alla Lega Lugano

La Fondazione G. Bignasca in collaborazione con la Lega Lugano ha risposto alle sollecitazioni di diversi ticinesi bisognosi. Nel corso degli ultimi tre mesi grazie alla nostra consulenza gratuita hanno trovato lavoro ben cinque persone.

Grazie al vostro sostegno potremo continuare a dare una mano al Ticino.

Per la fondazione e per la Lega Lugano
Boris Bignasca
Andrea Sanvido, Marco Bortolin

https://www.mattinonline.ch/it/article/54075/ben-5-assunzioni-grazie-alla-fondazione-bignasca-e-alla-lega-lugano

L’Italia rispetti Dublino e si assuma le proprie responsabilità!

Notizia di poche ore fa, la SEM ha informato le autorità Cantonali che l’Italia ha definitivamente sospeso gli Accordi di Dublino per i rimpatri dei migranti registrati in EURODAC-Italia almeno fino agli inizi di Maggio.

L’Italia con grande ritardo e dopo essersi resa conto che i miliardi europei non sono più sufficienti a gestire un’immigrazione incontrollata e pericolosa ha detto semplicemente “stop” agli accordi.

Non ci voleva un esperto di geopolitica per capire che gli accordi di Dublino creati in sostanza per la ripartizione dell’immigrazione negli Stati firmatari facesse acqua da tutte le parti. Un accordo scellerato che vede come Stato responsabile il primo dove un migrante viene registrato o richiede asilo.

Nel solo 2022 in Italia sono sbarcate poco piu di 100’000 anime proveniente da realtà tra le piu disparate. 

Ora, mi viene da dire che l’Italia se ne laverà le mani e lascerà sul groppone decine di migliaia di migranti a lei assegnati semplicemente perché non sono stati in grado di valutare la pericolosità di un tale accordo.

Un accordo che non aiuta gli stati firmatari ma soprattutto non aiuta migliaia di persone che scappano da realtà atroci e difficili. 

Questa cosa non è ammissibile e l’italia, come stato firmatario, deve assumersi le sue regolari quote. 
I giovani leghisti chiedono al Consiglio Federale che la SEM e le autorità Cantonali continuino a rimpatriare i migranti regolarmente registrati in EURODAC e che questi non rimangano sul groppone alle finanze e alle già oberate strutture della nostra Confederazione.

Movimento Giovani Leghisti

Lega dei Ticinesi: no al finanziamento della Conferenza sulla ricostruzione dell’Ucraina

Con il Messaggio “ratifica dei costi relativi alla gestione della sicurezza della Conferenza sulla ricostruzione dell’Ucraina” il Governo chiede al Gran Consiglio la ratifica di una spesa netta pari a CHF 774’666.45.

La Lega dei Ticinesi non intende approvare una tale spesa. I soldi dei contribuenti non devono venir spesi per inutili e faraoniche conferenze che non portano nessun valore aggiunto. In particolare, che la Conferenza in questione fortemente voluta da Cassis, sia stata un grande flop è sotto gli occhi di tutti. Ci si aspettava chissà quale indotto per il nostro Cantone ma così evidentemente non è stato. Oltretutto è stata anche totalmente inutile anche dal profilo del conflitto che, come tutti ben sanno, perdura ancora. La Lega dei Ticinesi si era già dall’inizio mostrata molto critica sull’opportunità di svolgere una tale manifestazione, sia per quanto concerne la questione dei costi sia per l’immagine della neutralità del nostro paese.

La Lega dei Ticinesi è convinta che i soldi dei contribuenti debbano essere utilizzati per aiutare i cittadini in difficoltà, in particolare il ceto medio, e per finanziare progetti che vadano a beneficio di tutti e per questa ragione il gruppo parlamentare non sosterrà il citato messaggio e se del caso valuterà d’indire un referendum per lasciar decidere i cittadini.

https://www.tio.ch/rubriche/ospite/1662093/ticinesi-lega-conferenza-ricostruzione-ucraina

“Tredicesima AVS”: la prima battaglia della Lega nella nuova legislatura

La prima battaglia della Lega dei Ticinesi nella nuova legislatura sarà quella sulla Tredicesima AVS. Una proposta, questa, che viene da lontano, essendo praticamente nata assieme al Movimento (“mila franc par i noss vecc”).

Non si tratterebbe di una tredicesima mensilità AVS in senso letterale – che come tale verrebbe finanziata dalle casse dell’AVS e versata indiscriminatamente a tutti gli anziani, compresi i ricchi ed i residenti all’estero – ma di una prestazione sociale cantonale mirata, destinata agli anziani di condizione economica modesta, cittadini svizzeri o residenti in Ticino da almeno 20 anni. 

L’idea era già stata concretizzata a fine 2008 a Lugano con un apposito messaggio municipale, che faceva seguito ad una mozione leghista. Il messaggio municipale – pur approvato all’unanimità dall’esecutivo – venne però bocciato ad inizio 2009 dalla partitocrazia in Consiglio comunale. A partire dalla sinistra, la quale di fatto sostenne la tesi che gli anziani fossero tutti benestanti e non avessero pertanto bisogno di alcun ulteriore sostegno.

L’aiuto in questione era pensato per le persone a beneficio della prestazione complementare (PC) per quelle che, pur non disponendo di una rendita PC, hanno reddito equivalente, e per chi non ha diritto alla PC in quanto proprietario di una casetta o appartamento.

Rilanciata a livello cantonale con iniziativa popolare del 2010, la proposta venne respinta dalle urne nel settembre 2012, a seguito dell’ostruzionismo compatto delle altre forze politiche.

A 11 anni di distanza, le condizioni finanziarie di troppi anziani ticinesi sono sempre più lontane da quelle tinte rosa utilizzate strumentalmente per bocciare le proposte della Lega. L’aumento dei prezzi provocato dalla ben nota situazione internazionale, come pure dalla transizione ideologica “green”, unita all’esplosione dei premi di cassa malati, pesa in modo sempre più insostenibile sul reddito di tutte le persone del ceto medio e basso, ed in particolare sugli anziani, che hanno costruito il nostro Paese e meritano rispetto. E che non hanno più la possibilità di accrescere il proprio reddito, ad esempio aumentando la percentuale lavorativa.

Nei giorni scorsi il capogruppo della Lega in GC Boris Bignasca ed il deputato Michele Guerra hanno presentato un’iniziativa parlamentare generica (allegata) che chiede di istituire una tredicesima rendita mensile AVS “per i beneficiari (cittadini svizzeri o qui domiciliati da almeno 20 anni) dai redditi e dalla sostanza inferiori ad una determinata soglia”. La forma, volutamente generica, ha l’obiettivo di lasciare a Governo e Parlamento il più ampio margine di apprezzamento nella definizione della nuova prestazione. Se però, per l’ennesima volta, le altre forze politiche erigeranno un muro di gomma, la Lega è pronta a tornare in piazza e a raccogliere le firme per un’iniziativa popolare.

Lega dei Ticinesi

Elezioni Cantonali 2023 : battuta d’arresto o punto di ripartenza?

Le Elezioni dello scorso fine settimana hanno fornito un quadro in chiaroscuro per il nostro Movimento. Da un lato abbiamo la grande soddisfazione per la bella e netta riconferma dei nostri due Consiglieri di Stato Norman Gobbi e Claudio Zali, che ha premiato il grande lavoro da loro svolto nei rispettivi Dipartimenti e, riprendendo il motto della nostra campagna, li invita a volersi ancora impegnare nel segno della continuità.

Dall’altro troviamo l’insoddisfazione espressa dal nostro elettorato per il lavoro prodotto in seno al Legislativo cantonale, che si è tradotta nella perdita di quattro seggi. È pur vero che il risultato di area centro-destra, visto assieme all’UDC, è di una sostanziale tenuta, considerata l’entrata in campo dei numerosi partitini che hanno certamente un poco eroso i consensi. Ma è altrettanto vero che il nostro Gruppo è spesso rimasto in trincea a difesa delle politiche portate avanti dal Governo o giocando un ruolo di cucitura di consenso politico attorno alle stesse, senza trovare quella dialettica di critica costruttiva, talvolta anche provocatoria, che l’anima leghista ama e vuole trovare.

Il nostro Consiglio esecutivo si riunirà domani per una riflessione a 360 gradi e trarre le prime conclusioni che saranno poi successivamente maturate e portate in seno al nostro plenum, l’Assemblea dei Soci che si terrà nella prima metà del mese di giugno.

Ai nostri rappresentanti uscenti non riconfermati vanno tutta la solidarietà e i ringraziamenti per il lavoro svolto, certi che saranno ancora della partita per le prossime sfide elettorali. Ai nuovi entrati gli auguri affinché con gli uscenti possano portare avanti un lavoro serio e profilato che consenta di ricompattare il nostro elettorato attorno alla nostra bandiera. A tutti i candidati che molto hanno dato in questa campagna, va tutta la nostra gratitudine per l’encomiabile impegno profuso, certi che troveranno molte soddisfazioni nei prossimi appuntamenti elettorali. Al nostro Movimento tutto e a tutti coloro che ci hanno sostenuto un grande grazie.

Adesso ripartiamo con nuove idee, molta energia e fiducia per presentarci pronti ai prossimi confronti e
riguadagnare presto l’attaccamento un poco perso negli ultimi tempi.

Pierre Vescovi
Segretario
04.04.23