Statuto S prolungato ad oltranza: ennesima decisione inaccettabile

La Lega dei Ticinesi deplora la decisione del Consiglio federale di prolungare la durata dello statuto S dei profughi ucraini almeno fino al 4 marzo 2025.
Ancora una volta, il CF si è accodato in modo acritico alla politica dell’UE, che ha prolungato l’ammissione provvisoria degli ucraini fino al 4 marzo 2025, dimenticandosi però che lo statuto S comporta privilegi che altri paesi non concedono.

E’ evidente che l’ennesima proroga vanificherà completamente il principio dello “statuto orientato al rimpatrio”: i profughi ucraini rimarranno definitivamente in Svizzera.

Ancora per anni i cittadini assisteranno impotenti al versamento di prestazioni sociali (rendite, spese per l’alloggio, copertura sanitaria…) a stranieri titolari di automobili di lusso,  mentre per i ticinesi si prevede, con il Preventivo 2024, il decurtamento dei sussidi di cassa malati.

L’obiettivo del CF di integrare professionalmente entro fine 2024 il 40% dei profughi ucraini è utopistico e comunque problematico: in Ticino gli ucraini lavorerebbero a scapito dei ticinesi o degli 80mila frontalieri in continuo aumento? C’è da temere, a scapito dei ticinesi.

Ancora una volta la politica immigrazionista del Consiglio federale si dimostra catastrofica: con il prolungamento ad oltranza dello statuto S la Svizzera si trasforma in un polo d’attrazione per profughi ucraini che rimarranno qui in via definitiva  mentre d’altro canto, lasciando le frontiere spalancate, il nostro paese si riempie di finti rifugiati magrebini con alta propensione alla delinquenza.

Fino a quando la popolazione residente sarà disposta a tollerare questa situazione?

Lega dei Ticinesi

Arrestati due richiedenti l’asilo

L’arresto dei due richiedenti l’asilo, un cittadino tunisino e un cittadino marocchino, è un ulteriore esempio della crescente insicurezza che la politica di immigrazione irresponsabile sta infliggendo alla nostro territorio.

I fatti di ieri al Centro federale d’asilo Pasture di Balerna dimostrano chiaramente come alcuni individui purtroppo possano rappresentare una minaccia non solo per i cittadini ma purtroppo anche per le nostre forze dell’ordine. Questi atti di pura violenza sono inaccettabili e devono essere severamente condannati.

Gli agenti coinvolti in queste operazioni hanno pagato un prezzo fisico per garantire la nostra sicurezza. Uno di loro ha riportato contusioni alla testa, un altro escoriazioni alle braccia e un terzo ha subito una frattura alla mano destra. A loro va’ la nostra gratitudine e il nostro pieno sostegno.

Questa vicenda rafforza la necessità di una politica di destra rigorosa sull’immigrazione e l’asilo. Dobbiamo porre fine alla tolleranza verso coloro che abusano del nostro sistema e mettono a rischio la sicurezza dei nostri cittadini e delle nostre forze dell’ordine.

Il nostro impegno è quello di garantire un futuro sicuro per la nostra nazione. Continueremo a lottare per una politica di immigrazione responsabile e a difendere i valori che fanno della nostra società un luogo sicuro e prospero.

Daniele Caverzasio
Stefano Tonini
a nome del gruppo LEGA

GRUPPO LEGA – analisi dei primi mesi edella legislatura 2023 – 2027

Il gruppo parlamentare della LEGA dei Ticinesi si è riunito mercoledì a Rivera (Monteceneri) in vista della prima seduta parlamentare di novembre. Oltre alle trattande del Gran Consiglio il gruppo ha riflettuto sul proprio operato nei primi mesi della legislatura. Fino ad oggi il Gran Consiglio, oltre alla seduta inaugurale, si è riunito quattro volte: in questo tempo i deputati del gruppo LEGA, che ricordiamo non sono professionisti della politca, ma svolgono la loro attività come politici di milizia, hanno lavorato su diversi fronti. In particolare sono due gli obiettivi centrati in poco tempo:

  1. Lo sgravio fiscale per le famiglie del ceto medio ottenuto tramite la deduzione fiscale dei premi di cassa malati pagati per i figli. Vittoria ottenuta a giugno di fronte al popolo.
  2. L’applicazione del referendum finanziario obbligatorio riguardo all’IPCT. Finalmente il popolo potrà dunque esprimersi sulle centinaia di milioni di franchi da dare ancora una volta alla cassa pensione cantonale.

Il gruppo si è inoltre chinato sulla manovra finanziaria cantonale, arrivata sui banchi del parlamento la scorsa settimana, giungendo preliminarmente alle seguenti conclusioni:

  1. La revisione dei sussidi RIPAM non deve colpire i meno abbienti. Inoltre può essere accettata solo se accompagnata dalla deduzione integrale dei premi di cassa malati, come da iniziativa popolare della LEGA del 2022. Questo per non penalizzare il ceto medio in questo momento difficile.
  • Il blocco parziale delle sostituzioni nell’amministrazione cantonale, che ora è in vigore temporaneamente, deve essere mantenuto anche nel 2024.
  • Il gruppo LEGA inoltre continuerà a lavorare sui difficili ma importanti fronti della cassa malati unica e della tredicesima AVS. Entrambe le iniziative pendenti in commissione.

Per il gruppo LEGA

Boris Bignasca


Di seguito l’elenco degli atti parlamentari (con qualche comunicato) inoltrati da maggio ad oggi dal gruppo LEGA

Bignasca – “I soldi dei contribuenti servono per le deduzioni di cassa malati e per la 13AVS”
Aldi – “No al finanziamento della conferenza sull’Ucraina”
Guerra – “E adesso la LEGA vuole ingabbiare i radar”
Genini – “Piano di azione cantonale per la gestione e la regolazione del lupo”
Balli – “Aumento tassi d’interesse prestiti covid e il Consiglio di Stato”
Mazzoleni – “Sanità ticinese per campione d’Italia”
Censi – “Un’associazione per chi punta su Airbnb”
Sanvido – “Ben 5 assunzioni grazie alla Fondazione G.Bignasca
Alberti  – “La posta siamo noi, difendiamola!”
Piccaluga – “Caso Belfor, personale amministrativo: “Che siano svizzeri!”
Ortelli – “A scuola di anarchia!”
Tonini – “Scuola ticinese , sempre meno ticinese?”
Bignasca – “Bombinasco al posto dell’asistenza sociale arrivano gli asilanti?”
Genini – “Animali dispersi a causa del lupo non sono dei fantasmi”
Balli – “Condono dei prestiti LIM al Dazio grande, un caso isolato?”
Mazzoleni – “Il popolo ticinese dice SI alla deducibilità dei premi di cassa malati per i figli”
Sanvido – “Aumento prezzi mezzi pubblici, basta non ne possiamo più”
Alberti – “Abbiamo bisogno di un migliore servizio FFS”
Tonini – “Quanti richiedenti d’asilo respinti sono stati naturalizzati?”
Mazzoleni – “Iniziativa per l’ottimizzazione delle agenzie AVS”
Sanvido – “Parcheggi e autosili con 40mila posti per combattere il traffico”
Tonini – “Cercasi commessa frontaliera ed è subito interrogazione”
Sanvido – “Garantire l’assistenza medica alle persone ferite dal vaccino contro il Covid”
Tonini – “Quanto spende il Cantone per gli stranieri illegali?”
Sanvido – “Impianti fotovoltaici chi controlla chi?”
Tonini – “Ci siamo assicurati che le auto targate ucraina siano in regola?”
Sanvido – “Studenti e pendolari impignati sui treni, scatta l’interrogazione”

Preventivo 2024: prime considerazioni critiche

Comunicato stampa

In merito alla presentazione del Preventivo 2024 con  le relative misure di risparmio, la Lega dei Ticinesi, riservandosi di approfondire nelle dovute tempistiche quanto proposto dal Consiglio di Stato, rileva quanto segue:

  • La Lega approva le misure di risparmio che interessano l’amministrazione cantonale ed il personale del Cantone. Il contributo di solidarietà del 2% per i salari superiori a 60mila franchi è una misura sostenibile che in parte compensa l’errore commesso lo scorso anno con il riconoscimento del carovita del 2.5% a tutti i funzionari cantonali invece di accordarlo solo a quelli inquadrati nelle scale salariali basse. La Lega contesta, in generale,  l’attuale società “a due velocità” con un’amministrazione pubblica sovradimensionata che, grazie ai soldi del contribuente, offre prestazioni privilegiate inaccessibili alla maggior parte dei contribuenti impiegati nel settore privato.
  • La Lega respinge per contro la prospettiva di un aumento delle entrate cantonali tramite imposte di circolazione. In generale la Lega è contraria ad ogni forma di aumento di imposte, tasse o balzelli. In Gran Consiglio la Lega si batterà per ottenere l’abbassamento del moltiplicatore cantonale che determina il calcolo dell’imposta di circolazione nell’ambito della nuova formula.

Cassa pensione: grazie alla Lega dei Ticinesi per la prima volta il popolo utilizzerà il referendum finanziario obbligatorio

Comunicato stampa

Nella seduta di martedì il Gran Consiglio ha discusso il risanamento della Cassa pensione del Cantone (IPCT) e ha deciso di chiedere ancora una volta a tutti i ticinesi ulteriori sforzi per sostenere i dipendenti cantonali. Misure a cui il Gruppo Lega in Parlamento si è opposto.

Pur avendo il massimo rispetto per i dipendenti cantonali, anch’essi cittadini contribuenti, le misure accolte sono un cerotto che oggi la politica deve mettere per curare le gravi inadempienze dei rappresentanti dei partiti storici compiute all’inizio dello scorso decennio.

Visto che le conseguenze ricadranno su tutte le cittadine e i cittadini contribuenti, la Lega dei Ticinesi ha sostenuto in Gran Consiglio il referendum finanziario obbligatorio, grazie al quale – e per una prima storica nel nostro Cantone – tutti potremo esprimerci sulla volontà o meno di mettere questo ennesimo cerotto sulla Cassa pensione cantonale.

Lega dei Ticinesi

Un’odiosa violenza di cui la partitocrazia immigrazionista porta la responsabilità

Contrariamente alle ripetute dichiarazioni della ministra di giustizia PS Elisabeth Baume Schneider e della partitocrazia, il caos asilo è una realtà.
I finti rifugiati presenti in numero spropositato nel nostro Paese, ed in particolare in Ticino, costituiscono un pericolo concreto per la popolazione. Come peraltro hanno lamentato di recente le commissioni di quartiere di Chiasso.
L’odioso atto di violenza sessuale perpetrato su un treno da alcuni migranti presunti minorenni ai danni di una ragazzina è un disastro annunciato. I fautori della politica immigrazionista attualmente in essere ne portano la piena responsabilità. Il gravissimo reato commesso non è che la (purtroppo) prevedibile conseguenza di una politica migratoria improntata all’accoglienza scriteriata in cui la Svizzera persiste per motivi ideologici; diversamente dai paesi a noi vicini i quali applicano, o stanno applicando, vari giri di vite.
Ancora nell’ultima sessione del Consiglio nazionale, la partitocrazia – malgrado i proclami del PLR dopo la “passeggiata scolastica” a Chiasso degli scorsi mesi – ha respinto compatta tutte le misure restrittive proposte durante la sessione speciale sul tema “asilo”.
La Lega dei Ticinesi esige ora che la sciagurata politica del “devono entrare tutti” – che rappresenta un pericolo per la popolazione – termini immediatamente, prima di mietere altre vittime.
Pertanto:

Vanno reintrodotti controlli sistematici ai confini.

I migranti economici che commettono reati devono essere allontanati subito dal Paese, senza se né ma. Idem quelli che non hanno diritto di rimanere in Svizzera.

Non va realizzata alcuna nuova struttura per l’accoglienza di migranti sedicenti minorenni, che spesso peraltro risultano poi essere maggiorenni.

Gli orari d’uscita degli asilanti dagli appositi centri federali vanno drasticamente ridotti, in particolare durante i fine settimana, come ha chiesto a più riprese la Lega a Berna tramite atti parlamentari.

L’attuale prassi secondo cui un migrante che si dichiara minorenne viene, se non in casi eccezionali, considerato tale “fino a prova del contrario”, e quindi messo a beneficio dei relativi privilegi, va immediatamente abbandonata.

Le procedure d’asilo vanno esternalizzate in paesi extraeuropei (modello danese e britannico).

 

Lega dei Ticinesi

“Un momò al Nazionale per sensibilizzare Berna”

Caverzasio ci crede, non è in lista solo per “bellezza”: vincere per il Mendrisiotto

Daniele Caverzasio vuole portare a Berna un po’ di Mendrisiotto, regione del nostro cantone che sta vivendo, sotto certi versi, un periodo difficile

La migrazione che spinge da sud: Berna secondo lei capisce realmente il problema del Ticino?
Ritengo che Berna non comprenda appieno il problema che il Ticino affronta soprattutto in questo periodo di particolare pressione migratoria, dove come noto al centro di Pasture sono ospitati più migranti di quanti ne possa ospitare. Il Ticino ha esigenze specifiche e necessita di una politica migratoria che tenga conto delle sue peculiarità, in modo da preservare la sicurezza e l’equilibrio socio-economico della regione, messi a dura prova da persone che non rispettano le leggi e non possono essere sanzionate e espulse. A mio avviso, la situazione ticinese non viene capita nella sua complessità e particolarità da Berna e quella del Mendrisiotto ancor meno, motivo per cui sono fortemente convinto che la nostra regione non possa rimanere senza una voce forte, equilibrata e di destra in Consiglio Nazionale.

Quali sono i temi a lei cari che vorrebbe, in caso di elezione, trattare in Consiglio Nazionale? 
Ci sono diversi temi che mi stanno particolarmente a cuore, con un occhio attento alla difesa del concetto di Svizzera che desidero per il futuro, alla realtà ticinese e del Mendrisiotto. In concreto, in primo luogo, mi concentrerei sulla promozione dell’economia locale e sulla creazione di posti di lavoro stabili per i residenti. Inoltre, lavorerei per rafforzare la sicurezza interna, attualmente purtroppo minacciata, soprattutto a Sud, dalla eccessiva pressione migratoria. Mi chinerei sul sistema educativo per migliorarlo e renderlo maggiormente al servizio delle esigenze dell’economia, oltre che su sostegni per le famiglie e le imprese ticinesi, compresi aiuti per i premi di cassa malati troppo elevati. 

La Lega dei ticinesi riuscirà a tenere lontano l’ondata rossoverde che abbiamo visto, per esempio, durante le scorse votazioni cantonali?
La Lega dei ticinesi ha dimostrato di avere una forte presenza nel panorama politico cantonale e, se continua a rappresentare le istanze della destra ticinese, potrebbe mantenere una base di sostegno solida per respingere l’ondata rossoverde. Tuttavia, è importante che continui a lavorare sodo per coinvolgere gli elettori e presentare soluzioni concrete per le sfide che la regione affronta, mantenendo ben saldi i principi della sua azione politica, ovvero la difesa dei valori svizzeri e dei residenti, ma al contempo aprendosi a tematiche derivanti dall’attualità, portando idee fattibili e equilibrate. Penso ad esempio alla politica energetica: non può rimanere un argomento appannaggio della sinistra che ne fa ideologicamente un cavallo di battaglia. Sta anche a noi chinarcisi e trovare idee attuabili e concrete. 

Il Mendrisiotto e la Capitale: cosa li accomuna?
Sia Berna, capitale della Svizzera, che il Mendrisiotto devono avere istituzioni pragmatiche e concrete che difendano i valori tradizionali e i residenti. Serve una posizione forte per poter portare le proprie istanze e i propri bisogni al cospetto dell’Unione Europea per quanto concerne Berna e di Ticino e Svizzera per il Mendrisiotto. La Svizzera, con il suo sistema federalista, la sua moneta e il suo essere paese in posizione centrale ma non membro UE, ha svariate peculiarità che Bruxelles deve ascoltare, specularmente i momò, con problematiche come frontalierato, traffico, immigrazione, necessità di collegamento con treni a lunga percorrenza e il completamento di AlpTransit (utili anche a Berna!), devono essere sentiti e considerati nella capitale.

“Immigrazione e caos asilo: il Ticino deve essere tutelato”

Il Consigliere nazionale uscente Lorenzo Quadri ci parla delle sue visioni future a Berna

Lorenzo Quadri, Consigliere nazionale uscente, ci dice le motivazioni della sua ricandidatura e di quello che vorrà fare in caso di rielezione a Berna

Ha del tempo libero a Berna? Sennò, cosa le piacerebbe fare durante i suoi soggiorni lavorativi nella capitale? Di tempo libero purtroppo ce n’è pochissimo, alla fine di Berna si vede lo spazio di poche centinaia di metri che separa l’albergo da Palazzo federale, o poco più. Sarebbe bello avere l’opportunità di conoscere meglio una città che ha tanti tesori.

A volte non trova frustante che alcuni argomenti rimangano nel “parlatoio” senza trovare uno sbocco concreto? Anche i temi che, almeno per ora, non trovano delle maggioranze in parlamento meritano di venire sollevati. Altrimenti, se si lascia fare alla partitocrazia, la politica svizzera si appiattisce su un desolante mainstream politicamente corretto di centro- sinistra. La storiella, che viene spesso propinata, della maggioranza “di centro-destra” in parlamento e in Consiglio federale è infatti una bufala. La maggioranza è chiaramente di centro-sinistra: PLR e PPD sempre più spesso si accodano su posizioni rossoverdi. Occorre contrastare la deriva europeista, immigrazionista, sovranofoba, tassaiola e climatista. Bisogna ripristinare la neutralità e bloccare i tentativi di “avvicinamento” alla NATO. Senza l’area politica che rappresento, gli eccessi migratori non sarebbero nemmeno un tema, malgrado abbiano conseguenze negative praticamente in ogni ambito: mercato del lavoro, spesa sociale, sicurezza, traffico, inquinamento, infrastrutture, cementificazione, costi dell’alloggio, coesione sociale, consumo di energia e di risorse naturali, sistema scolastico e sanitario, eccetera. Pensa che la politica sia troppo spazio a temi che non interessano ai cittadini?

Sicuramente. Solo un esempio: il giorno dopo l’annuncio della stangata sui premi di cassa malati, la maggioranza del Consiglio nazionale ha approvato un postulato “per migliorare la situazione delle persone non binarie”. Ma sono questi i problemi del Paese? In una precedente sessione è invece riuscita ad approvare un altro postulato che chiedeva al Consiglio federale di elaborare una visione positiva (!) di una Svizzera con 10 milioni di abitanti. Sono fatti che si commentano da sé.

E sul clima?

È un tema che va affrontato con realismo e razionalità, cosa che adesso non accade: prevalgono ideologia ed isterismo. Il conto, poi, lo pagano i cittadini e le aziende. Perché l’impennata della bolletta elettrica, come pure dei prezzi di carburante ed olio combustibile, con conseguente aumento di tutti gli altri prezzi, è dovuta anche alla svolta verde ideologica. La strategia energetica 2050 è costosissima ed irrealistica. Occorre porsi obiettivi meno ambiziosi (e quindi più sostenibili per le tasche dei cittadini) e diluiti su un arco temporale più lungo. Quali saranno per lei i temi prioritari della prossima legislatura? Occupazione dei residenti, immigrazione, cassa malati, approvvigionamento energetico, neutralità, rapporti con l’UE; stop a tasse, balzelli e alla persecuzione degli automobilisti.

Intervista pubblicata su Il Mattino della Domenica del 8 ottobre 2023

“Sono pronto per il Nazionale e a difendere il popolo ticinese”

Acolloquio con l’avvocato Mazzoleni per il suo “viaggio” verso Berna. Tra il suo ruolo di padre e professionista.

Mi candido perché…
Sono convinto di avere l’età ideale (45 anni) per impegnarmi con tutte le mie forze, grazie alla mia esperienza professionale (avvocato specialista nell’ambito delle assicurazioni sociali) e al mio curriculum politico (quattro legislature a Minusio quale municipale e vicesindaco e da quest’anno deputato in Gran Consiglio), per contribuire a costruire un Ticino migliore, un Ticino che meglio risponda ai bisogni dei suoi cittadini, in particolar modo di quelli più vulnerabili che ogni giorno si trovano confrontati con una crescente inflazione, con dei costi della salute che stanno esplodendo, oltre che con un inarrestabile aumento dei costi energetici (elettricità e benzina). La socialità è dunque al centro del mio impegno politico e della mia vita professionale. Come si legge nel preambolo della nostra Costituzione, sono pienamente convinto che “la forza di un popolo si commisura al benessere dei più deboli dei suoi membri”. 

Lei si è dedicato anche al tema delle scuole per la prima infanzia. Il Ticino riceve un buon supporto da Berna? 
È vero, sono molto interessato al tema in quanto padre di un bambino di cinque anni. Lo testimonia pure il mio impegno decennale in un’associazione del mio Comune (“Infanzia e Vita”), di cui sono membro attivo, un’associazione che dedica tutte le sue attenzioni al tema dell’infanzia, con particolare riguardo alle famiglie monoparentali e a quelle in difficoltà, ma in generale a tutte quelle famiglie che, per poter assicurare ai loro figli un futuro dignitoso, devono potersi appoggiare su delle strutture per la prima infanzia al passo dei tempi. Al Cantone e ai Comuni va dato atto di un crescente impegno, ma le difficoltà finanziarie sono molte, e un maggior coinvolgimento della Confederazione mi sembra doveroso.

Quali sono i temi che le piacerebbe trattare in caso di elezione?
Come ho già detto, il mio impegno principale è la socialità, ma per il Ticino trovo che sia molto importante anche occuparsi di altri temi quali la perequazione finanziaria, la pianificazione territoriale, la promozione economica, l’offerta turistica, il vertiginoso aumento dei frontalieri, il costante aumento degli asilanti. 

Migrazione: la Confederazione secondo lei sta facendo tutto il possibile per migliorare la situazione? 
Quando leggo alcune prese di posizione bernesi sui problemi che stanno vivendo i cittadini di Chiasso a causa del centro di accoglienza, ho l’impressione che stiano parlando di un altro paese. Ho la netta impressione che concretamente non si rendano conto del fatto che i problemi ticinesi, se irrisolti, primo o poi diventeranno i problemi di tutta la Svizzera, e a quel momento ritengo sarà troppo tardi per risolverli. Rendiamoci conto che la pressione alle frontiere continua ad aumentare così come le richieste d’asilo: basta fare un giro fra le vie della cittadina di confine per rendersene conto, ma sembra che Berna preferisca ignorare i segnali che giungono da Chiasso. La stessa sensazione l’ho vissuta con il COVID: all’inizio della pandemia a Berna se ne discuteva con estremo distacco, come se non riguardasse il nostro Paese, anche se in Ticino cominciava a morire la gente. Quando poi il problema si è esteso oltralpe, i tempi erano ormai scaduti. Quanto alla politica migratoria a mio parere a livello federale bisogna fare molto di più, o meglio trovare delle soluzioni concrete, prima delle quali il rinvio immediato di tutti quei migranti che non provengono da paesi in cui è in atto una guerra civile, penso in modo particolare a tutto coloro che evidenziano una forte attitudine a delinquere. Importante sarebbe pure aiutare i paesi più poveri con concreti aiuti in loco, con la creazione di posti di lavoro supervisionati dal nostro governo, così da impedire un dispendio di risorse dovuto alla corruzione dei governi locali. 

Cosa pensa del rapporto tra Berna e il resto del mondo?
Le relazioni internazionali sono molto importanti soprattutto per un paese piccolo come il nostro che da secoli ha scelto la via della neutralità. È importante mantenersi al di sopra delle parti, proporsi come mediatori come sempre si è fatto con successo in passato. Ho apprezzato, e apprezzo, la posizione che la Confederazione ha assunto per il conflitto in corso fra Russia e Ucraina, in cui, nonostante le forti pressioni, ci si è tutto sommato opposti al nostro coinvolgimento con l’invio di armi; più preoccupato invece per le relazioni con l’UE, nelle quali troppo spesso ci si piega alla volontà di Bruxelles.

Uno, due, tre: Lorenzo, Marco e…

Questa campagna elettorale per le elezioni federali, è segnata dal politicamente corretto e dal pensiero unico globale. Qualche sussulto di autonoma intelligenza si è manifestato con l’annuncio delle punizioni delle casse malati.
Ma vi rendete conto che tutti quanti parlano di clima, energia, immigranti, accoglienza come se la Svizzera fosse un pozzo senza fondo al quale attingere soldi per curare tutti i mali del mondo?
E quasi tutti i partiti parlano dell’Europa come se fosse la soluzione dei nostri problemi. L’unico movimento che canta fuori dal coro è la Lega.
Con Lorenzo e il Mattino ci battiamo per tenere vivo l’orgoglio degli svizzeri, quelli che hanno fatto la Costituzione del 1848, quelli che hanno saputo accordarsi per difendere la propria indipendenza.
La nostra storia è oggi messa sotto il tappeto: non ho letto nessun candidato al nazionale celebrare il 175° della Costituzione.
Gli unici che possono garantirci indipendenza e dignità sono i candidati della coalizione LEGA – UDC.
E fra i candidati leghisti al Nazionale abbiamo sicuramente persone che possono essere efficaci e ficcanti nel difendere la nostra nazione.
È arrivato il momento di riscattarci, di togliere alla sinistra quel seggio improbabile che ci ha scippato, far capire al resto della Confederazione che noi siamo svizzeri, veri svizzeri; non mezzi con doppi passaporti, non fluidi che slinguazzano con tutti coloro che vogliono annientare il nostro sistema istituzionale.
Votiamo tutti per Lorenzo e per eleggere un secondo leghista al nazionale.
Le condizioni ci son tutte, dobbiamo solo crederci ed attivarci.
E poi confermiamo Marco Chiesa agli Stati che la pensa come noi.
Cosa ce ne facciamo di politici che discutono di questioni di genere, che parlano di transizioni energetiche ma che non si preoccupano dei cittadini? Nulla, ma loro faranno male e molto male a chi non è ricco e a chi non riceve sussidi.

Michele Foletti, Sindaco di Lugano
Candidato al Consiglio Nazionale Lista 7 (Lega nei Comuni) candidato N. 1