La Lega dei Ticinesi ricorda i 30 anni dal No allo Spazio economico europeo

Sono passati 30 anni da quello storico 6 dicembre 1992, quando la maggioranza delle ticinesi e dei ticinesi disse NO allo Spazio economico europeo. Il voto del Canton Ticino contribuì in maniera determinante a definire l’esito complessivo in Svizzera, tenuto conto che i contrari allo SEE a livello nazionale furono il 50,3% dell’insieme dei votanti.

La Lega dei Ticinesi fu l’unico schieramento in Ticino a opporsi a quell’accordo economico, che poneva le basi per farci entrare nell’allora CEE. Tutti i partiti storici, a eccezione dell’UDC federale, tessevano spudoratamente le lodi di quell’accordo, mentendo sulle reali intenzioni e avanzando scenari apocalittici e di sventura collettiva qualora si fosse detto no allo Spazio economico europeo. La realtà dei fatti è invece totalmente diversa: grazie alla decisa e forte azione della Lega dei Ticinesi che si è opposta e si oppone a ogni tentativo di adesione all’UE, la Svizzera ha continuato ad essere la Nazione in Europa con le migliori finanze e con un’economia in continua crescita. Solo i tentennamenti del Consiglio federale nei suoi rapporti con l’UE mettono a rischio le importanti posizioni acquisite della nostra economia.

Sottolineare i 30 anni dal No allo SEE significa ricordare quanto sia importante la presenza e l’azione della Lega dei Ticinesi nel Canton Ticino. Durante tutti questi anni il movimento ha sempre interpretato i sentimenti della gente, opponendosi a ogni tentativo di abbraccio mortale con l’UE. Sola contro tutti ha sempre difeso i valori che ci caratterizzano: libertà, neutralità, federalismo per uno Stato sovrano. Lo ha fatto nel passato, lo fa nel presente e lo farà nel futuro! Firmiamo tutte e tutti l’iniziativa per la neutralità!!!

Visita di Mattarella in Svizzera: Cassis dimentica il Ticino

La Lega dei Ticinesi manifesta profonda perplessità per le scelte effettuate dall’attuale presidente della Confederazione Ignazio Cassis. Non si era infatti mai visto che un presidente italiano in visita ufficiale in Svizzera non si fermasse in Ticino. Ignazio Cassis è riuscito a occupare anche questa casellina delle iniziative fatte male o non fatte.

I dossier in discussione tra Svizzera e Italia sono numerosi. Tra questi figura l’annoso tema della revisione dell’accordo fiscale sui frontalieri del 1974 che riguarda molto da vicino il Ticino (e la Svizzera). Attualmente sono quasi 78mila i lavoratori italiani impiegati nel nostro Cantone, che risulta il maggior datore di lavoro della Lombardia e non solo. I problemi che questa presenza massiccia crea alle lavoratrici e ai lavoratori ticinesi sono evidenti e da sempre vengono denunciati dalla Lega dei ticinesi.

Non si capisce dunque perché i colloqui con il presidente Sergio Mattarella non potessero avvenire anche in Ticino, preferendo invece una visita al Politecnico di Zurigo. Ciò dimostra che per Berna – in questo ambito – il nostro Cantone è buono solo per incassare i tributi fiscali dei frontalieri, mentre per Roma il Ticino con le sue aziende è solo un utile datore di lavoro che permette inoltre di foraggiare i Comuni della fascia di confine per il tramite dei ristorni.

Una visione che almeno il consigliere federale “ticinese” avrebbe potuto non alimentare, facendo leva sul valore della minoranza linguistica italiana e sull’importanza degli scambi commerciali tra i due Paesi, che per la metà avvengono tra le zone di confine, con un bilancio economico che supera i 30 miliardi di franchi. Così invece non è stato.

In generale, la Lega ritiene che la portata della visita in questione venga ampiamente sopravvalutata. Mattarella è un capo di Stato e le questioni che interessano il Ticino (accordo fiscale dei frontalieri, accesso al mercato finanziario italiano, liste nere,…) vanno discusse a livello ministeriale: la visita ha dunque valenza simbolica più che pratica.

Se poi, come annunciato dai TG italiani, dal punto di vista della vicina Penisola lo scopo principale della visita sarebbe la discussione sull’integrazione della Svizzera nell’UE e gli aiuti all’Ucraina, sarebbe addirittura stato meglio non farla.

Lega dei Ticinesi

La Lega è soddisfatta dall’esito delle votazioni e si prepara a nuove misure!

La LEGA dei Ticinesi esprime soddisfazione per il risultato della votazione cantonale odierna, che ha visto il Popolo ticinese approvare la riduzione dell’imposta di circolazione. Questo taglio frutto di un’iniziativa de Il Centro – fortemente sostenuta dalla LEGA e dal gruppo parlamentare capitanato da Boris Bignasca – è un passo importante per aiutare il ceto medio ticinese. 

Le riduzioni dell’imposta di circolazione per le autovetture verranno attuate già nel 2023 e andranno nella stragrande maggioranza dei casi da circa 120 CHF fino anche a 350 CHF per veicolo. La LEGA non intende fermarsi qui nelle battaglie a favore del ceto medio. In cantiere infatti ci sono altre misure a favore dei ticinesi, accanto all’iniziativa popolare “Basta farsi spennare – Cassa malati deducibile integralmente”; che la LEGA ha lanciato ai primi di settembre e che sta ottenendo un grande successo tra la popolazione ticinese Approvando quest’iniziativa le cittadine e i cittadini ticinesi potranno risparmiare diverse centinaia di franchi di imposte e compensare così – almeno in parte – il malaugurato aumento dei premi di cassa malati.

Nel complesso, la LEGA sta lavorando per un insieme di misure che potranno far risparmiare ai ticinesi circa mille franchi l’anno. La prima pietra di questo percorso è stata posata, grazie al forte sostegno dei cittadini, sulla riduzione dell’imposta di circolazione: ora la LEGA continuerà a lavorare su nuove misure a sostegno del ceto medio ticinese!

LEGA dei TICINESI

Ulteriori posti per asilanti in Ticino? Non se ne parla nemmeno

La Lega dei Ticinesi apprende con sconcerto che l’Ufficio dei richiedenti l’asilo e dei rifugiati del
DSS sta cercando posti letto supplementari per collocare in Ticino altri 100 migranti, poiché i centri
federali sarebbero al completo.
La Lega dei Ticinesi si oppone in modo categorico all’attribuzione al Ticino di ulteriori asilanti.
A seguito della cattiva gestione federale, il nostro Cantone già ospita un numero eccessivo di
profughi ucraini, ed inoltre si ritrova sul proprio territorio dei centri federali per richiedenti l’asilo;
e queste strutture – specie quando sono molto popolate come ora – provocano notori problemi di
ordine pubblico.
Il nostro Cantone “ha già dato”: quindi non deve accogliere nemmeno un asilante in più. Semmai
deve accadere il contrario: i migranti presenti in Ticino vanno trasferiti in altri Cantoni privi di
centri federali.
E’ poi inaccettabile e controproducente che la Confederazione risponda al ritorno del “caos asilo”–
contro cui la Lega mette in guardia da mesi – aumentando le capacità di accoglienza.
La risposta deve invece essere il potenziamento della sorveglianza sui confini, nonché la messa in
atto di misure urgenti (legislative e non) volte a rendere la Svizzera meno attrattiva per i finti
rifugiati. Per questi obiettivi, la Lega di batte da anni e continuerà a farlo.
Lega dei Ticinesi

Ennesima ingiustificata stangata sui premi di cassa malati.

Più che mai urgente sottoscrivere l’iniziativa popolare della Lega

La Lega dei Ticinesi prende atto con sconcerto e rabbia, ma senza sorpresa, dell’ennesima stangata sui premi di cassa malati, peraltro annunciata da tempo.

L’aumento medio ticinese, del 9.2%, è nettamente superiore a quello nazionale, che è del 6.6%. Per questa ennesima penalizzazione, che si ripete da anni, non viene fornita alcuna spiegazione plausibile: anche perché non ne esiste nessuna. Troppo facile nascondersi dietro il solito mantra dell’invecchiamento della popolazione (quanti sono i Confederati che trascorrono la vecchiaia in Ticino?) o della struttura ospedaliera del Cantone. Ringraziamo il “ministro” socialista Alain Berset per l’accanimento nei confronti del Ticino. Nessuna informazione viene inoltre fornita a proposito dell’influenza dei profughi ucraini sugli aumenti del premio di cassa malati. In Ticino il loro numero è chiaramente superiore a quello previsto dalle chiavi di riparto nazionali.

Le riserve in esubero degli assicuratori malattia rimangono a livelli elevatissimi, ma il Consiglio federale e la maggioranza del Consiglio degli Stati, quest’ultima influenzata da parlamentari che sono contemporaneamente lobbisti degli assicuratori malattia, non ne hanno finora voluto sapere di decretare l’obbligatorietà della restituzione.

La Lega dei Ticinesi si aspetta una reazione energica da parte del Consiglio di Stato, in considerazione della notoria situazione del nostro Cantone, dove gli stipendi sono i più bassi della Svizzera a causa della libera circolazione delle persone voluta dalla partitocrazia; e la “forchetta” con il resto del Paese si allarga sempre più.

La stangata sui premi di cassa malati si abbatte su cittadini già gravemente penalizzati dall’aumento del costo della vita. E anche a tal proposito la politica rimane immobile: vedi ad esempio il rifiuto degli sconti fiscali sul carburante promossi dalla Lega anche tramite una petizione popolare, oltre che con atti parlamentari federali e cantonali.

A fronte di questa situazione la Lega dei ticinesi, oltre a sostenere la proposta di deducibilità dei premi dei figli (come da iniziativa parlamentare recentemente depositata in Gran Consiglio) esorta i cittadini ticinesi a sottoscrivere la sua iniziativa popolare: “Basta spennare il cittadino, cassa malati deducibile integralmente!” che chiede appunto la deducibilità fiscale integrale dei premi di cassa malati. Vista la colpevole immobilità federale, l’iniziativa popolare sopra citata è ad oggi l’unico strumento in grado di sostenere i cittadini, ed in particolare quelli del ceto medio, nell’affrontare i continui ed ingiustificati salassi in campo di assicurazione malattia. I formulari si possono richiedere scrivendo a info@lega-deiticinesi. ch o per posta: Lega dei Ticinesi, CP 4562, Via Monte Boglia 3, 6904 Lugano.

Lega dei Ticinesi

Un segnale importante a sostegno della nostra agricoltura

La Lega dei Ticinesi accoglie con soddisfazione il No all’iniziativa estremista “contro l’allevamento intensivo”. La Svizzera già dispone della legge sulla protezione animali più severa del mondo. E’, inoltre, l’unico paese che stabilisce per legge gli effettivi massimi di galline, maiali e vitelli per ogni azienda.

Fosse stata approvata, l’iniziativa sull’allevamento intensivo avrebbe danneggiato la nostra sicurezza alimentare, facendo aumentare la dipendenza dall’estero e – per quanto attiene al Ticino – il turismo degli acquisti in Italia. 

Il prezzo degli alimenti di origine animale sarebbe schizzato verso l’alto, andando a gravare sulle sempre più esauste finanze dei cittadini che, causa l’impennata del caro vita, non sanno più da che parte voltarsi per arrivare a fine mese. La carne sarebbe diventata un lusso per ricchi. La produzione locale sarebbe diminuita. Certi prodotti sarebbero scomparsi dai negozi.

La Lega auspica che questo No popolare segni la fine delle iniziative irrealistiche proposte da animalisti da salotto urbano: costoro adesso si spacciano per paladini del benessere degli animali da reddito. In contemporanea, però, difendono pure il lupo, che fa strage di ovini ed anche di bovini. Quindi, forse, a queste cerchie il benessere degli animali da reddito non sta poi tanto a cuore. La loro priorità il sabotaggio delle attività umane.

In Svizzera il 78.1% di tutti gli animali è allevato nel rispetto del programma di benessere volontario della Confederazione con un’uscita regolare all’aperto. Le famiglie contadine si prendono cura dei propri animali giorno dopo giorno con grandi conoscenze, impegno e volontà.

I contadini svizzeri vanno dunque  lasciati lavorare. Il loro ruolo è fondamentale nell’approvvigionamento del Paese con alimenti sani e prodotti a livello regionale. E questi ultimi, contrariamente a quanto sembrano credere certe cerchie della gauche-caviar sempre più disconnesse dalla realtà, non si materializzano da soli sugli scaffali dei negozi.

Lega dei Ticinesi

LEGA: difesa contro l’immigrazione illegale e sostegno degli agricoltori

Il gruppo LEGA è soddisfatto della tornata parlamentare di settembre appena conclusa. Due intense giornate dove si è discusso in particolare di immigrazione incontrollata, di ambiente e di difesa del territorio.

MIGRAZIONE – Sono state respinte le mozioni della sinistra tese ad allargare ancora le maglie della politica migratoria in Ticino. La sinistra conferma di voler stendere tappeti rossi a stranieri immigrati illegalmente, mentre al contempo non si fa nessun problema a tartassare i ticinesi. 

Il Gran Consiglio ha accolto dunque il rapporto di Sabrina Aldi (LEGA) al fine di respingere la proposta di un’amnista per tutti i sans-papier e altre proposte a favore dell’immigrazione illegale. Almeno questa volta il principio prima i nostri è stato rispettato. La questione è chiara: risorse per accogliere in Ticino altri sans papier non ce ne sono. Il gruppo continuerà a difendere le politiche in questo campo del dipartimento istituzioni guidato da Norman Gobbi (LEGA). 

AGRICOLTORI – È stata anche approvata la mozione di Sem Genini (LEGA) al fine di proteggere l’allevamento ovicaprino in Ticino, oggetto di una difficile situazione durante gli ultimi mesi a causa di diversi attacchi da parte del lupo.

MENDRISIOTTO – Il gruppo LEGA è inoltre soddisfatto che finalmente sia stata approvata dal Gran Consiglio la valorizzazione naturalistica e agricola del comparto Valera – promossa dal dipartimento del territorio guidato da Claudio Zali (LEGA) – come sottolineato in aula dai deputati Momò Daniele Caverzasio, Massimiliano Robbiani e Stefano Tonini.

Il gruppo LEGA continuerà dunque a lavorare anche in questi mesi ultimi mesi di legislatura a favore del ceto medio e in difesa del nostro territorio. 

LEGA dei Ticinesi

Premi di cassa malati: la Lega dei Ticinesi schierata dalla parte della gente

Al via l’iniziativa popolare “Basta spennare il cittadino, cassa malati deducibile integralmente!”

Da troppo tempo i premi di cassa malati in continua crescita rappresentano uno dei principali crucci dei ticinesi. A maggior ragione se si pensa che in questo Cantone gli stipendi sono i più bassi della Svizzera
(a causa della libera circolazione delle persone voluta dalla partitocrazia), mentre i premi di cassa malati sono tra i più elevati.

In Svizzera nel 2022 il premio medio mensile per gli adulti è infatti di 373.80 franchi. In Ticino, invece, esso ammonta a ben 424 franchi. Nel nostro Cantone una persona sola spenderà quest’anno in media 5’088 franchi. In Svizzera 4’485.60 franchi. Una coppia sposata ticinese deve invece sostenere una spesa di 10’176 franchi, contro una media nazionale di 8’971.20 franchi.

Nel mentre che i cittadini vengono spennati con premi sempre più cari, le riserve degli assicuratori malattia esplodono. Esse ammontano ormai ad oltre 12 miliardi di franchi. La politica federale non è ancora riuscita – per mancanza di volontà – ad imporre la restituzione delle riserve in esubero. 

La stessa politica federale (a partire dal Dipartimento dell’Interno, a guida PS) neppure riesce a tenere in qualche modo sotto controllo i continui aumenti dei premi, fallendo quindi in uno dei propri compiti più importanti: quello di restituire alla cassa malati quella sopportabilità finanziaria che dovrebbe essere caratteristica di un’assicurazione sociale obbligatoria.

Nel 2023 la situazione si prospetta particolarmente drammatica. Sono infatti già stati annunciati aumenti di premio che, per il Ticino, potrebbero raggiungere il 10%. Da notare che questo sarebbe l’aumento medio: ciò significa che numerosi assicurati si troverebbero confrontati con un rincaro ancora più elevato.

Un ennesimo, ingiusto salasso, dunque. Che quest’anno va ad aggiungersi, aggravandola in modo insostenibile, alla tristemente nota esplosione del costo della vita, trascinata dalla spesa per l’energia ed il carburante. A tal proposito, si ricorda che a Berna la partitocrazia ha rifiutato di concedere gli sconti sulla benzina insistentemente chiesti anche dalla Lega.

La fallace dichiarazione, purtroppo reiterata, secondo cui i “ricchi svizzeri” si potrebbero permettere ogni genere di rincaro è scandalosa. Non risponde in alcun modo alla situazione di troppi ticinesi che non sanno più da che parte voltarsi per far quadrare i conti.

La cassa malati è un ambito di competenza federale. La Lega si è tuttavia a più riprese attivata per trovare delle soluzioni a livello cantonale. Vale la pena ricordare che nel 2003 la partitocrazia in Gran Consiglio impedì ai cittadini ticinesi di votare sull’iniziativa popolare leghista per la creazione di una cassa malati pubblica cantonale con premi accessibili. Quell’iniziativa, oltre ad aiutare i cittadini ticinesi, avrebbe anche permesso di verificare concretamente i conti delle casse malati e quindi anche le pretese di aumento del premio mensile.

Davanti ad una situazione sempre più insostenibile, la Lega non può e non vuole stare a guardare. Intende pertanto sfruttare il margine di manovra a disposizione a livello cantonale.

La nuova iniziativa popolare «Basta spennare il cittadino, cassa malati deducibile integralmente!» (testo allegato) parte domani, giovedì 1° settembre. Il Comitato promotore l’ha presentata ufficialmente oggi ai media in una conferenza stampa tenutasi presso l’Hotel Lugano Dante.

L’iniziativa chiede una maggior deducibilità fiscale dei costi assicurativi e quindi pure una maggior deducibilità dei premi di cassa malati. Oggi i costi del premio di cassa malati spesso non sono integralmente deducibili: di conseguenza, molti cittadini si trovano a pagare imposte su dei soldi di cui non dispongono più. Questo non è accettabile. A maggior ragione se si ricorda che i beneficiari del sussidio cantonale, che possono anche loro dedurre i premi pagati così come altre spese per assicurazioni (p.e. polizza sulla vita, assicurazione infortunio, capitali a risparmio, ecc), se confrontati con un aumento di premio possono contare su un adeguamento del sussidio. L’importo fiscalmente deducibile non è invece mai stato adeguato e ciò nonostante l’aumento dei costi delle assicurazioni ed in particolare dei premi di cassa malati.

Per raggiungere l’obiettivo che si prefigge, l’iniziativa popolare della Lega chiede – tramite modifica della legge tributaria – l’aumento della deduzione per le persone sole (“altri contribuenti”) dagli attuali 5’200 franchi a 9’000 franchi e, per i coniugati, da 10’500 franchi a 18’000 franchi.

Approvando questa iniziativa, sarà dunque possibile sostenere in modo concreto il potere d’acquisto dei cittadini ticinesi. Ed in particolare quello di un ceto medio sempre più depauperato da stipendi spinti al ribasso (a causa della libera circolazione delle persone) accoppiati ad un costo della vita in crescita incontrollata.

L’iniziativa popolare «Basta spennare il cittadino, cassa malati deducibile integralmente!» si fa ancora più importante ed urgente in considerazione del fatto che – al contrario di quanto accade in altri Paesi – in Svizzera la politica non si degna di sostenere in alcun modo i cittadini colpiti dai rincari.

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Il periodo di raccolta firme si estende dal 1° settembre 2022 al 12 dicembre 2022.


Il Comitato d’iniziativa risulta così composto:

Andrea Censi, Lugano (primo firmatario)

Boris Bignasca, Lugano

Sabrina Aldi, Lugano

Patrizio Farei, Faido

Alessandro Mazzoleni, Minusio

Lorenzo Quadri, Lugano

Massimiliano Robbiani, Mendrisio

Stefano Tonini, Chiasso

Piergiuseppe Vescovi, Capriasca

Al Comitato di sostegno hanno aderito:

Eolo Alberti, Bioggio
Omar Balli, Terre di Pedemonte
Bruno Buzzini, Locarno
Daniele Caverzasio, Mendrisio
Sem Genini, Riviera
Alessandro Gnesa, Gordola
Michele Guerra, Pollegio
Lelia Guscio, Bellinzona
Mauro Minotti, Bellinzona
Maruska Ortelli, Lugano
Enea Petrini, Lugano
Giancarlo Seitz, Agno

Lega dei Ticinesi

Abbassiamo le tasse per compensare l’inflazione

Il gruppo LEGA si è riunito stamattina a Faido per fare il punto sulla situazione dellalegislaturaicorso e riguardo questa difficile situazione economica generale. A preoccupare è soprattutto la questione dell’inflazione.

La Lega propone una ricetta semplice e di immediata attuazione: bisogna compensare il rincaro dei prezzi dove è possibile e cioè con la diminuzione della pressione dei costi che toccano tutti.

In parte è già stato fatto, ma è necessario dare nuovi impulsi e continuità.

Presto si voterà sulla diminuzione delle imposte di circolazione in Ticino e questo già a partire dal 2023. Il popolo potrà decidere di abbassare queste imposte di circa 16 milioni: quindi un maggior beneficio per tutti i ticinesi.

Inoltre, il gruppo LEGA, tra pochi giorni, con un’iniziativa popolare promuoverà una deduzione fiscale più alta dei premi di cassa malati. I premi pagati dai singoli e dalle famiglie sono (purtroppo) molto più alti delle deduzioni possibili a livello di dichiarazione fiscale.

L’aumento delle deduzioni proposto dalla LEGA porterà dunque ad importanti risparmi fiscali per il ceto medio.

La riunione è stata anche l’occasione per elencare il positivo bilancio ottenuti a favore della popolazione, in questa difficile legislatura, segnata sia dalla pandemia che dalla guerra in Ucraina.

Infatti, nonostante queste difficoltà si è riusciti a dare un indispensabile contributo su alcuni importanti temi per il Ticino, ossia:

–       risanamento della cassa pensione cantonale, tramite prestito e senza gravare ancora sui cittadini contribuenti;

–       abolizione del vitalizio per i Consiglieri di Stato in pensione: approvato in votazione dal popolo;

–       approvazione da parte del popolo del decreto per il freno all’aumento della spesa pubblica;

–       approvazione parlamentare dell’iniziativa sulla diminuzione delle imposte di circolazione;

–       inizio dei lavori dell’audit esterno sui misfatti dell’ex funzionario DSS;

–       sostegno al nuovo concetto di ostetricia sicura di qualità (!);

Il Gruppo LEGA è dunque pronto a lanciarsi nella campagna elettorale 2023 cercando di essere una forza capace di ascoltare i bisogni della gente, fornendo risposte efficaci e concrete, soprattutto arginando le politiche di eccessiva apertura verso l’estero e frenando un eccessivo assistenzialismo e una inutile burocrazia statale.

Continueremo a sostenere un’Amministrazione Pubblica funzionale, a supporto della popolazione e delle attività economiche e non che diventi un freno alla vita e alla libertà dei cittadini e delle famiglie.Il gruppo Lega sarà sempre una forza propositiva e in difesa degli interessi di tutti i ticinesi!

Dopo la squallida battaglia per affossare la 13a AVS promossa dalla Lega, il PS di nuovo schierato contro gli anziani ticinesi di condizione economica modesta

La Lega dei Ticinesi prende atto con sconcerto della sentenza del Tribunale federale (TF) che ha accolto il ricorso dei deputati socialisti Raoul Ghisletta e Carlo Lepori contro lo sgravio sul valore locativo, deciso dal Gran Consiglio nel 2021, a beneficio dei titolari di sostanza immobiliare inferiore al mezzo milione di franchi.

La Lega appoggiò con convinzione tale sgravio per sostenere in particolare quegli anziani beneficiari della sola redita AVS (o poco più) che vivono in casa propria e che si trovano a fronteggiare il valore locativo, ovvero un’entrata fittizia.

E’ dalla sua nascita  – vedi l’iniziativa “Mila franc par i noss vecc”, ed in seguito la Tredicesima AVS a Lugano e nel Cantone – che la Lega si batte per attenuare le difficoltà con cui si trovano confrontati gli anziani ticinesi, specie se proprietari di una casetta, scontrandosi però con la strumentale e sistematica opposizione della partitocrazia, a partire proprio dalla sinistra. Quest’ultima rifiuta stizzita delle misure sociali solo perché esse provengono dalla parte politica “sbagliata”.

Non è accettabile che anziani i quali, con grandi sacrifici, sono diventati proprietari della loro abitazione, oltre non beneficiare di aiuti sociali vengano poi salassati dal fisco e di conseguenza costretti a vendere la casa per vivere.  

Il risparmio va incentivato e non criminalizzato, come invece accade ora a seguito delle politiche tassaiole ed assistenzialiste della sinistra.

Con il suo ricorso contro uno sgravio che Samuele Vorpe, responsabile del Centro competenze tributarie della SUPSI, sulle colonne de La Regione (!) ha definito “una misura mirata ai contribuenti modesti, una sorta di misura sociale” – e che oltretutto è realtà in vari altri Cantoni – il partito socialista dimostra per l’ennesima volta la propria cecità ideologica e la propria lontananza dai problemi reali dei ticinesi del ceto medio e basso, che il PS ed i suoi esponenti non rappresentano più in alcun modo, e questo da parecchio tempo. 

“Grazie” al PS, dunque, molti anziani si troveranno a fare fronte all’aumento del costo della vita provocato dalla nota situazione internazionale, ed alle reiterate “stangate” sui premi di cassa malati (Dipartimento federale gestito dal PS), senza poter neppure beneficiare di uno sgravio sul valore locativo.

Dopo essere stato in prima fila nella squallida battaglia per l’affossamento della Tredicesima AVS proposta dalla Lega, ancora una volta il PS si conferma il primo nemico degli anziani di condizione economica modesta. Si spera che la popolazione ticinese se ne ricorderà ai prossimi appuntamenti elettorali.

Lega dei Ticinesi