Elezioni Cantonali 2023 : battuta d’arresto o punto di ripartenza?

Le Elezioni dello scorso fine settimana hanno fornito un quadro in chiaroscuro per il nostro Movimento. Da un lato abbiamo la grande soddisfazione per la bella e netta riconferma dei nostri due Consiglieri di Stato Norman Gobbi e Claudio Zali, che ha premiato il grande lavoro da loro svolto nei rispettivi Dipartimenti e, riprendendo il motto della nostra campagna, li invita a volersi ancora impegnare nel segno della continuità.

Dall’altro troviamo l’insoddisfazione espressa dal nostro elettorato per il lavoro prodotto in seno al Legislativo cantonale, che si è tradotta nella perdita di quattro seggi. È pur vero che il risultato di area centro-destra, visto assieme all’UDC, è di una sostanziale tenuta, considerata l’entrata in campo dei numerosi partitini che hanno certamente un poco eroso i consensi. Ma è altrettanto vero che il nostro Gruppo è spesso rimasto in trincea a difesa delle politiche portate avanti dal Governo o giocando un ruolo di cucitura di consenso politico attorno alle stesse, senza trovare quella dialettica di critica costruttiva, talvolta anche provocatoria, che l’anima leghista ama e vuole trovare.

Il nostro Consiglio esecutivo si riunirà domani per una riflessione a 360 gradi e trarre le prime conclusioni che saranno poi successivamente maturate e portate in seno al nostro plenum, l’Assemblea dei Soci che si terrà nella prima metà del mese di giugno.

Ai nostri rappresentanti uscenti non riconfermati vanno tutta la solidarietà e i ringraziamenti per il lavoro svolto, certi che saranno ancora della partita per le prossime sfide elettorali. Ai nuovi entrati gli auguri affinché con gli uscenti possano portare avanti un lavoro serio e profilato che consenta di ricompattare il nostro elettorato attorno alla nostra bandiera. A tutti i candidati che molto hanno dato in questa campagna, va tutta la nostra gratitudine per l’encomiabile impegno profuso, certi che troveranno molte soddisfazioni nei prossimi appuntamenti elettorali. Al nostro Movimento tutto e a tutti coloro che ci hanno sostenuto un grande grazie.

Adesso ripartiamo con nuove idee, molta energia e fiducia per presentarci pronti ai prossimi confronti e
riguadagnare presto l’attaccamento un poco perso negli ultimi tempi.

Pierre Vescovi
Segretario
04.04.23

13a rendita mensile AVS: secondo atto

Gli scriventi deputati – a nome e per conto del Gruppo Parlamentare della Lega dei Ticinesi – intendono riproporre l’idea di istituire una 13a rendita mensile AVS a favore delle ticinesi e dei ticinesi.

Nelle scorse settimane, infatti, in occasione di tutti gli eventi elettorali, da parte di moltissimi simpatizzanti del popolo leghista, abbiamo ricevuto una richiesta forte, chiara ed unanime: riproporre questa battaglia del Nano.

Il Gruppo Parlamentare Lega dei Ticinesi intende quindi farlo garantendo a questa proposta la massima flessibilità ed apertura politica: così da massimizzarne le possibilità di riuscita. Riproponendo l’idea nella forma generica, anziché nella forma elaborata, come invece fatto nel 2010. Allora fu proprio la forma elaborata – e quindi l’aver presentato un testo di legge chiaro e preciso (seppur giusto e doveroso) – a permettere ad una maggioranza di avversare la proposta con tutta una serie di argomentazioni legislative. I vincoli di legge allora posti non venivano modificati o migliorati da parte di chi li avversava ma venivano semplicemente usati quale argomento per bocciare il tutto. Argomentazioni critiche espresse tanto dal Consiglio di Stato quanto dall’allora maggioranza parlamentare.

Motivazioni che portano oggi la Lega a riproporre la stessa cosa, ma lasciando carta bianca a chiunque voglia contribuire a questa soluzione (per il bene delle ticinesi e dei ticinesi), ben consci di quanto in democrazia i cambiamenti richiedano sempre una maggioranza. Con la presente, gli scriventi chiedono quindi al Consiglio di Stato – conformemente all’art. 103 LGC – di allestire un progetto di legge cantonale volto ad istituire una 13a rendita mensile AVS

pensata per i beneficiari (cittadini svizzeri o qui domiciliati da almeno 20 anni) dai redditi e dalla sostanza inferiori ad una determinata soglia,

sulla scorta degli eventuali dettami che la Commissione chiamata a trattare il presente atto vorrà preventivamente formulare, o formulando proposte proprie.

considerando altresì le osservazioni formulate nel 2012 tanto dal lod. Consiglio di Stato quanto dall’allora maggioranza Parlamentare (all’interno di tutta la documentazione di Gran Consiglio ed all’interno dell’opuscolo destinato al voto popolare).

Michele Guerra e Boris Bignasca
Per il Gruppo Parlamentare Lega dei Ticinesi

Manager Credit Suisse e FINMA non all’altezza

La sciagurata gestione di Credit Suisse da parte dei vari manager stranieri che si sono succeduti negli ultimi anni alla guida del secondo più importante istituto bancario del nostro Paese, ha “finalmente” mostrato a tutta l’opinione pubblica nazionale che a loro della Svizzera e dei suoi valori interessava ben poco! Anzi forse assolutamente niente! 

Una vergogna! Una vergogna anche per i tanti soldi che hanno immeritatamente succhiato alla banca senza lasciare alcun beneficio al nostro Paese! Se si guarda ai dati borsistici di UBS e Credit Suisse degli ultimi anni, il loro valore va di pari passo fino al mese di marzo del 2021. A partire da quella data UBS ha segnato una tendenza di crescita positiva del valore borsistico della sua azione mentre quella di Credit Suisse è diventata negativa. A questo punto sorge spontanea una domanda: “come mai la preposta Autorità di vigilanza non si è chiesta a cosa era dovuto questo contrastante andamento borsistico?”. 

In altre parole il problema di Credit Suisse era sicuramente già nell’aria da tempo, ma forse nessuno ha mai voluto scoperchiare le pentole che stavano ormai bollendo con al loro interno tanta aria fritta. In questo lasso di tempo vi sono state anche diverse chiusure contabili (definitive e provvisorie) che avrebbero dovuto evidenziare i problemi che stavano stritolando Credit Suisse.

Dire che il problema di Credit Suisse è stato improvviso è una grande bugia o peggio ancora, se nessuno se n’è accorto prima significa che i mezzi di cui dispone l’Autorità di vigilanza non sono assolutamente efficienti. Insomma se la FINMA, il cui gremio della Direzione è composto dai maggiori esperti nazionali, ma anche internazionali di analisi finanziaria, non si è accorta di nulla, sarà opportuno che anche la Direzione di FINMA venga coinvolta nella co-responsabilità del fallimento di Credit Suisse. È perciò importante che su questo aspetto venga fatta chiarezza, con un’inchiesta che porti a punire i responsabili.

Ma vi è di più: se FINMA non è riuscita a capire che la seconda banca più importante del nostro Paese stava piano piano fallendo, come farà ad accorgersi se la “nuova UBS” incapperà in gravi problemi finanziari? Naturalmente ci auguriamo che questo non avverrà mai, ma se succederà, e la finanza è sempre molto imprevedibile, a quel punto non ci sarà più nessuno in grado di offrire un salvataggio. Questa situazione di sfrenato liberismo economico, sostenuto da varie lobby federali oltre che da alcuni partiti politici, non può più essere accettata! C’è da rimanere basiti nel leggere nei quotidiani ticinesi le esternazioni di Credit Suisse: “Siamo al vostro fianco”. Davvero imbarazzante, nemmeno una parola di scusa!? Insomma anche dal lato della comunicazione Credit Suisse non ne ha azzeccata una!

LEGA dei Ticinesi

21.3.2023

Basta spennare il cittadino: i fatti contano più delle parole

La Lega dei Ticinesi esprime grande soddisfazione per la decisione odierna del Gran Consiglio, che si è positivamente espresso sulla ricevibilità dell’iniziativa ”Basta spennare il cittadino, cassa malati deducibile integralmente!”.

Un ulteriore esempio, nel caso ce ne fosse ancora bisogno, che i fatti contano più delle parole. L’iniziativa da noi lanciata lo scorso mese di settembre aveva trovato un forte consenso nella popolazione raccogliendo oltre 11500 firme valide. Confidiamo ora che possa essere posta in votazione ancora nel corso del corrente anno. In caso di accettazione da parte dei cittadini essa potrebbe così esplicare i suoi effetti positivi per i contribuenti già con la dichiarazione fiscale 2024.

Ricordiamo che le misure proposte con l’iniziativa comporteranno sgravi fiscali stimati in 55 milioni di franchi. Questo a vantaggio principalmente del ceto medio, con sgravi che, a dipendenza della situazione personale e fiscale del contribuente, potranno anche superare il 20%.

La Lega dei Ticinesi dimostra con i fatti di schierarsi a sostegno del ceto medio e di attivarsi concretamente per alleviare il peso, sempre più insostenibile, dei premi di cassa malati, lasciando più soldi in tasca ai cittadini, e non distribuendo sussidi a pioggia con la logica dello “spendi e tassa”. Confidiamo dunque che i ticinesi al momento giusto sapranno distinguere chi difende davvero il ceto medio.

Lega dei Ticinesi

Occorre ripristinare la neutralità integrale

La Lega dei Ticinesi esprime la propria delusione per il voto odierno del Consiglio nazionale, che a strettissima maggioranza (98 voti a 96, con due astensioni) ha deciso, cedendo ancora una volta a pressioni estere, di esprimere un segnale politico favorevole alla riesportazione di materiale bellico, pur respingendo la variante più estrema. Riesportazione  che, nel caso concreto, può ovviamente avvenire solo a sostegno dell’Ucraina. Si tratta di un ulteriore passo nella direzione sbagliata.

Con questa decisione – che speriamo venga sconfessata dal Consiglio degli Stati – la partitocrazia assesta una nuova spallata alla neutralità svizzera, che dall’inizio della guerra in Ucraina è stata progressivamente e sistematicamente svuotata di significato, con la tattica del salame (una fetta alla volta).

In questo modo la maggioranza politica danneggia il ruolo internazionale della Svizzera e anche la causa della pace, privando il mondo di un terreno neutrale di negoziazione.

La Lega dei Ticinesi ribadisce con forza la necessità di un ritorno alla neutralità integrale, ed invita a sottoscrivere la relativa iniziativa popolare federale.

Lega dei Ticinesi

Consiglio nazionale: la partitocrazia (esponenti ticinesi compresi) di nuovo schierata dalla parte dei frontalieri e di chi li assume

La Lega dei Ticinesi deplora la decisione odierna del Consiglio nazionale che ha approvato per 137 voti contro 44 l’ improponibile mozione Schmid (PPD, Consiglio degli Stati) che accorda ai frontalieri il diritto di usare il veicolo privato anche per gli spostamenti professionali.

Siamo dunque davanti ad un’ulteriore facilitazione a beneficio dei frontalieri e di chi li assume. Lo ha dichiarato apertamente nel suo intervento la nuova ministra delle finanze PLR Karin Keller Sutter: (“Si tratta di agevolare i datori di lavoro dei frontalieri”).

Simili agevolazioni sono assolutamente improponibili in Ticino; anche alla luce dei dati sul frontalierato pubblicati nei giorni scorsi dall’ufficio federale di statistica (UST), che fanno stato della continua esplosione del fenomeno, in particolare nel settore terziario (dove i frontalieri attivi sono oltre 52mila, contro i 10mila pre-libera circolazione), con conseguente degrado del mercato del lavoro ticinese.
Ancora una volta la partitocrazia – esponenti ticinesi compresi – sostiene atti parlamentari che favoriscono i frontalieri ed i loro datori di lavoro, danneggiando così i lavoratori indigeni.

Si spera che gli elettori si ricorderanno di questa ed altre (molte alte) “prodezze” al momento di
compilare le schede elettorali per il rinnovo dei poteri cantonali del 2 aprile.

Lega dei Ticinesi

AVS: il rincaro va dato integralmente ai nostri anziani

Incomprensibile che il consiglio nazionale (a maggioranza plr e udc) voglia risparmiare alle spalle dei nostri anziani. Piuttosto il consiglio nazionale dovrebbe risparmiare sui soldi dati all’estero, ma non sul meritato adeguamento al rincaro per i nostri anziani. 

Anche se si tratta di poche decine di franchi al mese, per molti dei nostri anziani questa cifra rappresenta una bella differenza, ma forse i gruppi di una certa destra federale, non lo capiscono.

La Lega oltre all’adeguamento totale al rincaro continuerà a lottare per la tredicesima AVS, cavallo di battaglia del compianto Giuliano Bignasca. Fuori i soldi per i nostri anziani!

LEGA dei Ticinesi

 La riforma dei direttori di scuola media – Ecco perché il Gruppo Lega la sostiene

La sperimentazione votata (all’unanimità) da parte del Gruppo Parlamentare della Lega non c’entra nulla con le teorie pedagogiche inclusive proposte dal DECS e giustamente sempre bocciate dalla Lega tutta e dal popolo ticinese. E quindi non c’entra nulla con la fallita “scuola che verrà”.

Questo chiarimento ci sta, anche perché trattandosi di temi complessi, c’è chi – per attaccare la Lega – vorrebbe far credere il contrario. La sperimentazione di cui si parla è invece una proposta nata dalle scuole medie stesse, tramite il Collegio dei Direttori, dove – da quanto ci risulta – gli amici di Bertoli sono molto pochi. Come molto pochi sono anche quelli che ne seguono le teorie inclusive.

Fra questi direttori ne spicca uno (non certo di sinistra) la cui scuola media è nota in tutto il Ticino per serietà e per un tasso di bocciature in prima liceo molto basso (sintomo di una selezione rigorosa: altro che inclusione).

Una proposta fatta da tecnici (fra cui gente di centro-destra) per la quale tutti i partiti presenti in Commissione scolastica hanno avuto carta bianca. Tutti sono stati invitati a fare domande, proposte e modifiche (anche radicali) proprio perché questi uomini di scuola non imponevano niente ma si aspettavano critiche, discussioni e proposte dal mondo politico.

E dopo aver preso la decisione al suo interno di sostenere una sperimentazione a patto che provenisse da chi nella scuola ci lavora e non dal DECS, ecco che il Gruppo Parlamentare Lega ha risposto presente a questo invito. Con tutta una serie di modifiche anche radicali.

Ad esempio, il Gruppo Parlamentare ha imposto di fare la sperimentazione in sole 6 sedi di scuola media, così da fare un qualcosa di veramente mirato (limitandone pure i costi). Così da non modificare la scuola fintantoché non vi saranno risultati chiari in grado di indicare cosa e come cambiare.

Ma soprattutto il Gruppo Lega ha imposto di sperimentare non solo un sistema (modello), ma anche le varianti più snelle e meno onerose. Così, a fine sperimentazione, vedremo l’approccio che funziona meglio per i nostri figli.

È troppo facile per i politici inventarsi pedagogisti o docenti ed improvvisare soluzioni. Noi riteniamo invece che – come per costruire una casa serve un architetto – per riforme scolastiche servano proposte di docenti e direttori.

La Lega ha quindi deciso di investire per un vero miglioramento della scuola, basato su dati scientifici e non su teorie politiche sinistroidi o su invenzioni politiche.

Capiamo, per l’amor del cielo, la posizione dei contrari, ma riteniamo che dopo troppi anni di immobilismo, con una scuola immutata da troppo tempo (anche se piena di problemi) sia giunta l’ora di una rinfrescata. Soprattutto se a proporla non è Bertoli ma sono uomini di scuola che ogni giorno a scuola ci lavorano.

Il sistema attuale non funziona più: sceglie le sorti degli allievi a 12/13 anni, tiene conto quasi solo di tedesco e matematica (i famosi livelli) e soprattutto porta ad un tasso di bocciature di quasi il 40% in prima liceo. Con costi enormi per lo stato.

Ecco perché serve una selezione migliore, fatta su tutte le materie e non solo su tedesco e matematica.

La Lega dei Ticinesi di fronte all’ennesima conferma dell’esplosione delle domande d’asilo nel 2022 (+64,2%) e all’aumento preventivato anche nel 2023 chiede all’autorità federale un inasprimento della politica d’asilo. Tenuto conto che tutte le scappatoie sono buone per evitare un rimpatrio anche di fronte a decisioni negative dell’autorità e davanti all’ennesima impennata di entrate illegali sul nostro territorio e di richieste d’asilo, la Lega dei Ticinesi chiede che a Berna tre interventi imprescindibili:

1) copertura totale dei costi assunti dai Cantoni (e in particolare dal Ticino, porta d’entrata

principale a sud dei migranti) nelle pratiche di respingimento e di accoglienza temporanea;

2) ripristino dei controlli sistematici ai confini;

3) seguire l’esempio di Danimarca e Gran Bretagna che intendono spostare i centri per richiedenti l’asilo in paesi africani.

Lega dei Ticinesi

La politica d’asilo deve essere inasprita!

La Lega dei Ticinesi di fronte all’ennesima conferma dell’esplosione delle domande d’asilo nel 2022 (+64,2%) e all’aumento preventivato anche nel 2023 chiede all’autorità federale un inasprimento della politica d’asilo. Tenuto conto che tutte le scappatoie sono buone per evitare un rimpatrio anche di fronte a decisioni negative dell’autorità e davanti all’ennesima impennata di entrate illegali sul nostro territorio e di richieste d’asilo, la Lega dei Ticinesi chiede che a Berna tre interventi imprescindibili:

1) copertura totale dei costi assunti dai Cantoni (e in particolare dal Ticino, porta d’entrata principale a sud dei migranti) nelle pratiche di respingimento e di accoglienza temporanea;

2) ripristino dei controlli sistematici ai confini;

3) seguire l’esempio di Danimarca e Gran Bretagna che intendono spostare i centri per richiedenti l’asilo in paesi africani.

Lega dei Ticinesi

Dal Mendrisiotto la carica della Lega per le cantonali 2023

Circa 300 persone hanno partecipato ieri alla seconda delle quattro “Feste ticinesi” organizzate dalla Lega dei Ticinesi in vista delle elezioni cantonali del 2 aprile. 

Al Mercato Coperto di Mendrisio il pranzo conviviale ha dato il là a un bel momento di incontro, durante il quale sostenitori e simpatizzanti del Movimento hanno potuto intrattenersi con i tre candidati al Consiglio di Stato Boris Bignasca, Norman Gobbi e Claudio Zali e con i candidati al Gran Consiglio del circondario del Mendrisiotto.

All’insegna dello slogan “Continuità” è stato posto l’accento sull’importanza per il Canton Ticino di avere in Governo ancora due rappresentanti della Lega dei Ticinesi. Due Consiglieri di Stato che hanno dimostrato di saper lavorare e di ottenere grossi risultati nei rispettivi ambiti di competenza. Importante sarà per la Lega dei Ticinesi nella bagarre elettorale riuscire mantenere le proprie posizioni anche in Gran Consiglio, aspirando, perché no, a un miglioramento. Si preannuncia infatti la possibilità di avere un Parlamento frammentato dalla presenza di più partiti minori. Avere un gruppo leghista forte e numeroso permetterà di portare avanti con successo le sfide che attendono il Cantone, prima tra tutte il risanamento delle casse dello Stato. Le “Feste ticinesi” proseguiranno nel Locarnese e Valli (5 marzo al Centro Miraflores di Quartino) e infine nel Luganese (12 marzo al Capannone di Pregassona).

Lega dei Ticinesi