Crans-Montana: no alle ingerenze, sì allo Stato di diritto

Comunicato stampa

La Lega dei Ticinesi comprende l’indignazione di molti cittadini ticinesi per la scarcerazione decisa nell’ambito della tragedia di Crans-Montana e rinnova la propria solidarietà alle vittime e ai loro familiari.
Detto ciò, in uno Stato di diritto le decisioni del Ministero pubblico vallesano possono essere contestate esclusivamente attraverso le vie ordinarie giudiziarie di ricorso previste dalla legge, non mediante pressioni politiche o atti diplomatici. Questo è il fondamento della sacrosanta separazione dei poteri.

Il richiamo dell’Ambasciatore italiano costituisce una ingerenza inaccettabile del Governo italiano negli affari interni della Svizzera e mina proprio quel principio che dovrebbe essere rispettato da ogni democrazia. La Svizzera è uno Stato sovrano e non deve farsi dire da governi stranieri come applicare le proprie leggi.

Ancora più preoccupante è il silenzio e la debolezza del Consiglio federale, che avrebbe dovuto reagire con fermezza a tutela delle nostre istituzioni. In particolare, dal Consigliere federale Ignazio Cassis ci si sarebbe aspettati una presa di posizione chiara e decisa in difesa dello Stato di diritto e della magistratura. Questo silenzio è inaccettabile.

La politica deve restare fuori dalle aule di giustizia, in Svizzera come altrove.