Elezioni Federali

Il nostro decalogo per le elezioni federali 2019

La Lega dei Ticinesi si batte per:

 

1. NO all’UE: padroni in casa nostra

NO all’accordo quadro con l’UE, NO ai giudici stranieri, NO ai diktat di Bruxelles. Disdetta della libera circolazione delle persone come pure dalla Convenzione del 1974 sui ristorni dei frontalieri. Nessun contributo di coesione all’UE. NO al Patto ONU sulla migrazione.

2. Lavoro: prima i nostri

Sostituire l’inutile “preferenza indigena light” voluta dalla partitocrazia con la preferenza indigena votata dal popolo. Investire per promuovere l’assunzione di disoccupati elvetici. Meno burocrazia e meno imposte per le aziende che creano lavoro per gli svizzeri. Difesa di quel che resta della nostra piazza finanziaria. NO all’abolizione del segreto bancario per i cittadini svizzeri. Appalti pubblici solo a ditte elvetiche iscritte nel settore da almeno 5 anni e con almeno il 50% di personale svizzero o domiciliato.

3. Politica migratoria autonoma

Sull’immigrazione decidiamo noi. Limitazione dei ricongiungimenti familiari. Espulsione rapida e sicura di tutti gli stranieri che delinquono o che abusano della nostra socialità: basta con le eccezioni! Ridurre le prestazioni sociali agli stranieri: non siamo il paese del Bengodi! Rimpatrio sistematico dei migranti economici, accoglienza solo per i veri perseguitati. Nessun nuovo centro asilanti in Ticino. Tutti i terroristi islamici vanno allontanati dalla Svizzera; e se nel paese d’origine si trovano in pericolo, peggio per loro!

4. Difesa dei nostri valori

Difendiamo la nostra identità, le nostre tradizioni, le nostre radici e le nostre libertà. Stop allo smantellamento del nostro esercito di milizia. NO all’islamizzazione della Svizzera: i migranti in arrivo da “altre culture” si adeguano alle nostre regole o tornano a casa loro. Divieto di finanziamenti esteri a moschee e centri culturali islamici. Valorizzazione dei diritti popolari! Ciò che il popolo vota, va applicato alla lettera ed in tempi brevi. La nostra Costituzione viene prima degli accordi internazionali. I trattati internazionali contrari alla volontà popolare devono essere disdetti.

5. Stop alle naturalizzazioni facili

Stop alle naturalizzazioni facili di persone non integrate e/o a carico dello Stato sociale; numero chiuso per le naturalizzazioni. Il passaporto svizzero non è un diritto, ma un premio per chi dimostra di meritarlo. Ritiro della cittadinanza svizzera a naturalizzati che si macchiano di reati particolarmente gravi.

6. No all’innalzamento dell’età

AVS e priorità agli svizzeri nella socialità

Aiutiamo prima gli svizzeri. Stop all’immigrazione nel nostro Stato sociale. Tagli massicci agli aiuti all’estero ed alla spesa per l’asilo, e più soldi per il Primo pilastro. No all’innalzamento dell’età AVS!

7. Cassa malati sostenibile

Utilizzare gli utili della Confederazione e della Banca nazionale per il Primo pilastro e per ridurre i premi di cassa malati. Creazione di una cassa malati unica e pubblica. Sì al plafonamento del premio di cassa malati al 10% del reddito delle economie domestiche.

8. Ambiente: no all’isteria, sì alla ragione

No all’isterismo climatico, sì ad una politica ambientale ragionevole, che passa in prima linea dalla riduzione dell’immigrazione e del frontalierato. Aumento della tassa sul traffico pesante a carico dei TIR stranieri che transitano in modo parassitario attraverso la Svizzera, onde scoraggiare l’utilizzo del nostro Paese come “corridoio a basso costo”. No a nuovi ecobalzelli (o all’aumento di quelli esistenti) a carico degli utenti della strada svizzeri. Il completamento di AlpTransit (sia a Sud che a Nord) è prioritario.

9. Confini sicuri

Potenziamento del personale doganale. Tutti i valichi devono essere costantemente presidiati. Valichisecondari chiusi di notte.

10. Basta persecuzione degli automobilisti

Abolizione di Via Sicura e del medico del traffico. No al road pricing ed al mobility pricing. No al rincaro delle tariffe di parcheggio, che vanno invece diminuite. Stop alle riduzioni di posteggi. Nessun aumento artificiale del prezzo della benzina. Più investimenti nelle infrastrutture stradali, anche contro il rumore.