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Votazioni del 26 settembre 2021: Lega dei Ticinesi soddisfatta dell’esito alle urne

LUGANO – 26 SETTEMBRE 2021

Iniziativa 99%: per fortuna sotterrata
La Lega dei Ticinesi esprime la propria soddisfazione per l’affossamento della disastrosa iniziativa “99%”, esempio di fallimentare populismo di sinistra e di anacronistiche velleità di lotta di classe. L’iniziativa - che mirava a tassare dei soldi immaginari sulla base di un concetto, il “reddito da capitale”, che neppure esiste nel diritto fiscale svizzero - non avrebbe penalizzato solo pochi super ricchi, bensì anche le piccole e medie imprese ed il ceto medio nel suo complesso. Ciò al di là del fatto che mettere in fuga i migliori contribuenti con una fiscalità predatoria è un atto altamente autolesionista: non riempie le casse pubbliche ma, al contrario, le svuota. A tutto danno - ancora una volta - del ceto medio, poi chiamato a rimediare agli ammanchi. Per l’ennesima volta il popolo ha ribadito alla sinistra parassitaria di non volere aggravi fiscali. Dubitiamo che il messaggio verrà mai recepito dai destinatari, accecati dall’ideologia tassaiola ed indifferenti alla volontà dei cittadini. Ma il voto odierno sull’iniziativa 99%, anche in Ticino, conferma che la politica deve spazzar via dal tavolo qualsiasi ipotesi di aggravi fiscali, e al contrario procedere spedita a sgravi a beneficio in prima linea del ceto medio e delle persone singole; queste ultime dimenticate ormai da un ventennio.

I ticinesi dicono stop allo “spendi e tassa”
La Lega dei Ticinesi accoglie con grande favore l’approvazione del Referendum finanziario obbligatorio (RFO). Il Ticino si dota così di uno strumento collaudato, che già esiste in varie forme in 18 Cantoni. I Cantoni che conoscono il RFO non sono né paralizzati, né retrogradi. Ed i loro cittadini non sono chiamati ossessivamente alle urne. Per contro, le finanze di questi Cantoni sono messe meglio di quelle ticinesi. In Ticino la spesa pubblica è ormai fuori controllo. Con il moltiplicatore cantonale, la partitocrazia ha creato lo strumento che le consente di mettere le mani nelle tasche dei cittadini tramite aggravi fiscali, facendo così pagare ai contribuenti l’incapacità - o la mancanza di volontà - delle maggioranze politiche di controllare le uscite statali. Il RFO è il necessario contraltare. I ticinesi avranno quindi la possibilità di decidere sulle nuove spese del Cantone: questo non gioverà solo alle finanze, ma anche alla democrazia. Evidente, dunque, il segnale politico contro lo “spendi e tassa” uscito oggi dalle urne. Le proposte del PS, che pretende di rilanciare (?) il Ticino facendoci pagare ogni anno quasi un quarto di miliardo di Fr. d’imposte in più, sono pertanto da considerarsi già defunte.

Legittima difesa: un segnale importante
La Lega dei Ticinesi è pure molto soddisfatta per l’approvazione dell’iniziativa a sostegno della legittima difesa. Il Sì popolare è giunto malgrado l’informazione governativa a dir poco tendenziosa e l’ostruzionismo dei media e dei partiti, che ha impedito il dibattito sulla proposta. La novità approvata è forse modesta all’atto pratico, del resto il margine concesso dal diritto cantonale è assai limitato. Il gesto politico di sostegno alle vittime di un’aggressione è comunque importante. La Lega continuerà a battersi anche a livello federale per un fattivo potenziamento del diritto alla legittima difesa; in particolare di quella di chi è stato aggredito nella propria abitazione da delinquenti senza scrupoli.






Lugano, 21 settembre 2021

LEGA: SI al consuntivo 2020, ma no ad aumenti di imposte e tasse!

Nel contesto dell'approvazione del consuntivo cantonale 2020, il gruppo LEGA auspica che il governo, l'apparato burocratico e il parlamento possano lavorare per raggiungere almeno tre obiettivi:

1. Modificare la perequazione intercantonale che vede il Ticino subire ogni anno una palese ingiustizia. Altri cantoni alpini ricevono centinaia di milioni di franchi, mentre il Ticino con una situazione economica molto più difficile, ne riceve solo poche decine.

2. Eliminare le sacche di inefficienza nella macchina burocratica nello Stato e fare in modo che gli uffici pubblici siano di aiuto alle imprese e ai cittadini e non siano invece un ostacolo immotivato per ogni tipo di attività.

3. Il Cantone abbia una fiscalità attrattiva a favore di cittadini, famiglie ed imprese. Ci opporremo inoltre a qualsiasi politica di risanamento che chiami alla cassa le persone fisiche (per esempio tramite le stime immobiliari) o i comuni (tramite il riversamento di ulteriori oneri). Comuni e cittadini non devono pagare gli errori del Cantone.

In conclusione il risanamento e il rilancio del paese non passano da nuove regole e nuove tasse, ma da maggiore libertà per i cittadini e le imprese.

LEGA dei Ticinesi – gruppo parlamentare
Per info Michele Guerra 079 511 20 46




LEGA: apertura sulla cassa pensione, ma ora pensiamo anche ai ticinesi e all’economia

Oggi le delegazioni dei gruppi politici presenti in Consiglio di Stato hanno incontrato il Governo cantonale per un punto della situazione e per discutere riguardo alla ripartenza del paese.

La Lega dei Ticinesi ha confermato la propria disponibilità di principio riguardo l'opzione di un prestito pubblico per il risanamento della Cassa pensioni dei dipendenti dello Stato, a patto però che non vada a pesare sulle casse cantonali. La LEGA rimarrà attenta che negli approfondimenti commissionali vengano tutelati gli interessi dei contribuenti ticinesi, che non devono essere chiamati a coprire gli errori dei partiti storici nella gestione della cassa.

Inoltre la LEGA vuole collaborare con tutte le forze politiche per impostare il rilancio economico e sociale del paese, sottoposto a forte pressione già prima della situazione legata al covid19.

In particolare sottolineiamo la necessita di misure incisive per la ripartenza economica e per migliorare le condizioni quadro del Canton Ticino, tra le altre ne abbiamo individuate alcune:
- sgravi fiscali per le persone fisiche del ceto medio (reddito, sostanza, altre imposte e tasse)
- Incentivi per le aziende che assumono residenti
- rivendicare verso Berna una migliore perequazione intercantonale

La LEGA continuerà dunque nella battaglia per difendere il Ticino avendo a cuore la difesa dei cittadini, la difesa della libertà, la difesa della proprietà privata e soprattutto la difesa del diritto ad un lavoro degnamente retribuito.

Boris Bignasca, per il gruppo LEGA dei Ticinesi




Ringraziamento

La Lega dei Ticinesi ringrazia con commozione e profonda gratitudine la popolazione luganese e ticinese, le associazioni della società civile e le varie forze politiche per le toccanti manifestazioni di stima e di sincero affetto tributate nei giorni scorsi a Marco Borradori.

La partecipazione oceanica - che non ha precedenti in Ticino ma neppure in Svizzera - al cordoglio dei giorni scorsi ed alla cerimonia funebre odierna dice tutto. Un’inequivocabile conferma di apprezzamento collettivo e trasversale che testimonia, senza bisogno di altri commenti, il valore dell’uomo e del politico. Marco era davvero la figura istituzionale più amata del Ticino, al di là di ogni steccato.

La Lega è consapevole che la prematura ed improvvisa scomparsa di Marco Borradori lascia un vuoto – nella Città di Lugano, nel Cantone e nel Movimento – impossibile da colmare.

La Lega continuerà il proprio lavoro politico con ancora maggior assiduità e determinazione, convinta che questo sia l’unico modo appropriato per onorare la memoria del nostro Sindaco. Marco Borradori, nella sua lunga e brillante carriera al servizio dei cittadini, non ha mai mancato un impegno; nemmeno nelle circostanze più avverse. Il suo entusiasmo e dedizione devono fungere da esempio.

Lega dei Ticinesi
Lugano, 17 agosto 2021




Sconvolti ed increduli

La Lega dei Ticinesi è sconvolta dalla notizia dell’improvvisa dipartita del sindaco di Lugano, Marco Borradori.

Non ci sono parole per esprimere lo sgomento in simili circostanze. Né ci sembra possibile parlare di Marco come di una persona che non c’è più. È molto difficile ed incredibilmente doloroso accettare che un cammino comune di oltre tre decenni sia stato interrotto così bruscamente ed in modo definitivo.

Marco Borradori è stato grande protagonista della politica ticinese degli ultimi 30 anni. Eletto nel 1991, poco più che trentenne, in Consiglio nazionale assieme al compianto Flavio Maspoli, entrò in Municipio di Lugano l’anno successivo. Vi rimase fino al 1995, quando venne brillantemente eletto – primo esponente della Lega dei Ticinesi - in Consiglio di Stato, per poi tornare sulle rive del Ceresio nel 2013, ottenendo la carica di sindaco.

Apprezzato al di là degli steccati partitici, Borradori, nella sua lunga e proficua attività politica, ha sempre ottenuto risultati elettorali strabilianti: una dimostrazione della qualità del suo operato al fronte, ma anche della sua capacità di dialogare con la gente e della sua signorilità universalmente riconosciuta.

Come sindaco di Lugano, compito che lo assorbiva totalmente, Marco ha promosso una profonda riforma dell’amministrazione cittadina, seguendo con entusiasmo, impegno ed ottimismo sia l’attività quotidiana che i grandi progetti per il futuro della città, in cui fermamente credeva.

Oggi è una giornata di lutto non solo per la Lega dei Ticinesi, non solo per la città di Lugano, ma per tutto il Ticino, che perde un politico di razza ed un signore.

La Lega dei Ticinesi si unisce incredula al dolore dei familiari, ai quali porge le più sentite condoglianze.

Lega dei Ticinesi Lugano,
11 agosto 2021




Comunicato stampa

La Lega dei Ticinesi si riunirà domenica 1° agosto alla palestra comunale di Giornico per festeggiare il Natale della Patria.

Si tratta del primo evento pubblico importante, dopo le restrizioni imposte dalle misure anti-covid, dove sarà possibile riallacciare i contatti personali con la base.

La Lega vuole ribadire quanto sia necessario, soprattutto di questi tempi, difendere la libertà e l’indipendenza della Svizzera.

Il Patto del Grütli, sottoscritto contro i “giudici” (nel senso di governanti) stranieri, a 730 anni di distanza non ha perso nulla della propria attualità.

Libertà ed indipendenza non possono essere date per acquisite: vanno difese di continuo.

Per la Lega dei Ticinesi è motivo di grande soddisfazione l’abbandono dell’accordo quadro istituzionale, contro cui il Movimento si è battuto fin dall’inizio. Non è però tempo di dormire sugli allori, perché altre manovre sono in atto.

Ad esempio, il Consiglio federale preme affinché il contributo di 1,3 miliardi all’UE venga non solo sbloccato, ma addirittura reso ricorrente. Questo nonostante ci troviamo all’inizio della più grave crisi economica del dopoguerra: le risorse servono pertanto in patria. E questo mentre a Berna le maggioranze parlamentari, lamentando le “casse vuote” del primo pilastro, votano l’aumento dell’età AVS per le donne, preludio di ulteriori sacrifici che interesseranno tutti.

La Lega dei Ticinesi ribadisce quindi, oggi più che mai, la necessità di sottrarsi alle prepotenze di una fallimentare UE, che pretende di comandare in casa nostra, e l’esigenza di destinare le risorse pubbliche ai bisogni dei cittadini svizzeri (non dei migranti economici o di paesi esteri).

 In uno scenario in cui il cosiddetto “centro” PLR-PPD ha di fatto cessato di esistere, essendo ormai perennemente accodato alla sinistra, il ruolo della “destra” - nel caso della Lega, della “destra sociale” - diviene fondamentale per contrastare una sinistra rossoverde sempre più estremista ed intollerante.

 Una sinistra diventata da tempo il partito degli stranieri, sempre schierata contro la Svizzera e gli svizzeri ed orientata all’imposizione di tasse, balzelli e divieti (magari in nome del “clima”), alle frontiere spalancate, alla svendita del Paese all’UE, al fallimentare multikulti ed all’immigrazione incontrollata a danno dei lavoratori locali.

 Il primo agosto è per la Lega il momento privilegiato per ribadire che gli interessi della Svizzera e dei cittadini elvetici devono finalmente tornare al centro dell’azione politica.

 

Lega dei Ticinesi






Lugano, 13 giugno 2021
Comunicato stampa

CO2: sventato l’ennesimo assalto alle tasche dei cittadini

La Lega dei Ticinesi esprime grande soddisfazione per l’affossamento della nuova legge sul CO2.

I ticinesi, seguendo le indicazioni di voto della Lega – unica forza politica, assieme all’Udc e ad alcune piccole formazioni di sinistra, ad opporsi alla proposta in votazione – hanno capito che la nuova legge sul CO2 è costosa, antisociale ed inutile.

Questa legge, voluta dalla partitocrazia, intacca massicciamente il reddito dei cittadini, oltretutto in tempo di grave crisi economica provocata dal coronavirus. Quello stesso reddito già messo in pericolo dalla devastante libera circolazione delle persone voluta anch’essa dalla partitocrazia.

La legge sul CO2 è semplicemente un’operazione propagandistica della casta (“greenwashing”, come si usa dire oggi), il cui prezzo lo pagano i cittadini, specialmente quelli delle fasce più deboli. Essa provoca un importante aumento dei costi a carico dei cittadini e dell’economia, che penalizza in particolare il ceto medio e basso e le regioni discoste, e tutto per un impatto ambientale pari a zero, poiché la Svizzera produce l’uno per mille del CO2 a livello globale.

Ancora una volta, dunque, il triciclo PLR-PPD-PS più Verdi viene sconfessato dai votanti ticinesi. Questi partiti dovrebbero finalmente interrogarsi su chi rappresentano. Il fatto che il PLR, fiero sostenitore degli ecobalzelli a livello nazionale (altro che partito “liberale”) in Ticino abbia lasciato libertà di voto, è un’ulteriore dimostrazione del disorientamento in cui è caduto il partito.

È fonte di grande soddisfazione che il No abbia prevalso non solo in Ticino, ma anche a livello federale. Un responso che ci auguriamo dissuaderà le maggioranze politiche da nuovi tentativi di mettere le mani nelle tasche della gente per motivi ideologici o di tornaconto elettorale. La Lega vigilerà, e contemporaneamente continuerà a combattere tutti i progetti che bollono in pentola mirati alla vessazione degli automobilisti, a partire dal road pricing e dal mobility pricing.

Iniziative agricole estreme

La Lega dei Ticinesi prende inoltre atto con soddisfazione della bocciatura delle due iniziative agricole estreme, che in realtà erano iniziative anti-agricole.
La loro approvazione avrebbe messo in seria difficoltà il settore primario, provocando la chiusura di aziende, la perdita di molti posti di lavoro, limitando la produttività ed aumentando lo spreco alimentare ed i costi a carico dei consumatori.

La Lega si augura che il chiaro risultato odierno dissuaderà la sinistra rossoverde dal promuovere e sostenere ulteriori iniziative grondanti ideologia ed avulse dalla realtà.
Con simili iniziative, così come con la Legge sul CO2, la sinistra conferma di essere l’area politica dei benestanti che risiedono nelle zone urbane; degli ecologisti da salotto che si esprimono per slogan, sempre schierati contro le campagne e le regioni di montagna di cui in realtà ben poco sanno e capiscono. La scriteriata battaglia “pro lupo” ne è un’ulteriore dimostrazione.

Lega dei Ticinesi






Comunicazione Gruppo LEGA in GC

L'assalto a via Motta da parte dei teppisti dello CSOA è di una gravità inaudita, che riteniamo non opportuno commentare ulteriormente. Il gruppo Lega in Gran Consiglio ha chiesto, dunque, al Presidente di esprimere - in apertura di seduta - piena solidarietà al Sindaco di Lugano Marco Borradori e a tutti gli abitanti di via Motta. Il Sindaco viene minacciato solo per aver esercitato le sue funzioni di membro dell'esecutivo democraticamente eletto dai cittadini, il tutto di concerto con la maggioranza dell'esecutivo.

Solidarietà che va estesa a tutti i municipali, a tutte le forze dell'ordine e a tutte/i le cittadine/i onesti che da anni sono costretti a vivere nella paura per colpa dei teppisti dello CSOA. Nel contempo condanniamo la violenza dei teppisti dello CSOA che hanno solo negli ultimi mesi perpetrato tutta una serie di inciviltà e di reati: perturbazione del traffico ferroviario, lesioni ad una giornalista, occupazione di stabili altrui privati e pubblici, manifestazioni non autorizzate, minacce, danneggiamenti, sommossa, aggressioni ai danni delle forze dell'ordine e tanto altro.

Per questa ragione abbiamo deciso di abbandonare l'aula del Gran Consiglio perché non riteniamo di poter continuare ad esercitare il nostro mandato democratico se sottoposti a costanti minacce per la sola colpa delle nostre idee.

Boris Bignasca
a nome del gruppo LEGA




Riaprire subito!

 

La Lega dei Ticinesi esprime la propria totale insoddisfazione per le decisioni odierne del Consiglio federale.

Il CF pretende di protrarre ad oltranza il lockdown, avendo scandalosamente fallito nell’approvvigionamento di vaccini.

La ricca Svizzera, che dovrebbe essere in cima alla classifica dei Paesi con più abitanti vaccinati, si trova invece miseramente sul fondo.

Il Consigliere federale Berset (PS) ed i vertici dell’UFSP si dovranno assumere la responsabilità di questo disastro, che ha un prezzo altissimo sia in termini di vite umane che di costi economici ed occupazionali. 

Il lockdown non è più sostenibile e nemmeno è sostenuto dalla popolazione.

Gli assembramenti - senza distanze né mascherine - sono ormai all’ordine del giorno. E sempre più spesso degenerano in disordini, anche violenti. Il disagio sociale tra i cittadini raggiunge livelli mai visti. Le patologie psichiche e psichiatriche esplodono.

La strategia (?) del lockdown infinito non funziona più, oltre a stridere con la totale mancanza di misure ai confini, in particolare a quelli con la Lombardia.

Urge un cambiamento di paradigma: le attività economiche (ristoranti, palestre, teatri, ecc.) che dispongono di piani di protezione, nei quali hanno investito parecchie risorse, vanno subito riaperte.

Si acceleri finalmente la campagna di vaccinazione, si proteggano le fasce a rischio e si proceda con i test a tappeto.

Testare, vaccinare e riaprire: non c’è altra via per evitare alla Svizzera lo sfacelo sanitario, sociale, economico, occupazionale ed umano.

Non si può accertare che il Consiglio federale, sordo ai richiami della società civile e succube dei propri burocrati, conduca il Paese nel baratro!

L’annunciata riapertura delle terrazze dei ristoranti è, certamente, un gesto doveroso. In effetti, le terrazze avrebbero dovuto rimanere sempre aperte, non essendo fonte di contagio (ed infatti l’apertura degli impianti sciistici, terrazze dei ristoranti comprese, non ha provocato un aumento delle infezioni da Covid). Ma è insufficiente!

 

Lega dei Ticinesi






Intervento iniziativista

Onorevoli Presidente,
Consiglieri di Stato,
colleghe e colleghi,

innanzi tutto, vorrei ringraziare i relatori per i rapporti redatti ed il lavoro di approfondimento sull’iniziativa che unitamente al collega Käppeli abbiamo presentato il 17 febbraio 2020.
Devo ammettere che quando depositammo l’atto parlamentare non ci saremmo aspettati questo grande interesse sul tema, e che questa semplice modifica legislativa sarebbe passata come si suol dire “come una lettera alla posta”.

Personalmente sono rimasto sorpreso e lo rimango tutt’ora, nel costatare questa grande contrarietà di alcuni miei colleghi, non riesco a capire se quest’opposizione sia frutto delle imminenti elezioni comunali, di ripicche partitiche o semplicemente perché con il Covid ci siamo abituati ad una società dei divieti e delle proibizioni e la Libertà è ora divenuta parola e valore sconosciuto ai più.

Benjamin Franklin disse “chi rinuncia alla libertà per raggiungere la sicurezza, non merita né la libertà né la sicurezza”, personalmente non posso che sposare tale affermazione e purtroppo è esattamente la direzione che stiamo prendendo, ma senza andare in America basterebbe ricordarsi della nostra Costituzione svizzera, fondata sui principi di uno stato di diritto liberale.

Ancor più esterrefatto mi ha lasciato la posizione del Partito socialista, che storicamente si è sempre battuto per le libertà personali, vederlo schierato nella difesa del proibizionismo mi da a pensare, tanto più che il collega Sirica è fra i promotori della depenalizzazione delle droghe leggere…una canna sì ed una birra no? Mi sembra una visione liberale alquanto contraddittoria.

Questa iniziativa oltre alle liberà personali permetterebbe anche di aiutare l’economia locale (e non solo dei benzinai come vogliono farci credere i contrari), nonché permetterebbe di togliere una chiara discriminazione fra i commerci locali che sottostanno alla legge cantonale rispetto quelli si presenti sul nostro territorio ma che devono rispettare la legge federale. Aspetti che approfondiremo nel corso del dibattito.

Andrea Censi

 




Molinari…la misura é colma!

Ieri sera abbiamo assistito all’ennesima provocazione dei Molinari con l’organizzazione di una manifestazione non autorizzata per protestare contro il risultato del voto di domenica 7 marzo.

Le autorità sono dovute intervenire con fermezza quando, un manipolo di pseudo anarchici, hanno pensato bene di perturbare anche il traffico ferroviario creando disagi alle persone che volevano rientrare a casa dopo il lavoro.

Troppe volte a seguito di comportamenti violenti come pure atti di vandalismo, come avvenuto in occasione dell’aggressione al giornalista della Regione, ci si è limitati a stigmatizzare gli eventi senza mai affrontare con decisione quella che oramai è diventata una situazione insostenibile e che non può più essere tollerata.

L’arroganza dei Molinari è talmente sconfinata da contestare violentemente anche il risultato di un voto popolare come quello di domenica scorsa. Diritto di voto che è la massima espressione della nostra democrazia, la democrazia più vecchia del mondo.

Bene hanno fatto il nostro Sindaco Marco Borradori e il Vice Sindaco Michele Bertini a prendere posizione in modo deciso annunciando che giovedì porteranno nuovamente la questione in Municipio in modo da affrontare definitivamente, e diciamo “finalmente”, la questione dello sgombero.

Altro che lasciarli agli spazi dell’ex Macello a spese dei cittadini! È giunto il momento di dire basta e ridare alla cittadinanza gli spazi occupati da questi pochi scappati di casa che, con il loro modo di agire violento e privo di ogni volontà al dialogo, non meritano nessuna considerazione.

L’abbiamo sempre detto e ripetuto. È arrivato il momento di passare dalle parole ai fatti.
Ridiamo gli spazi dell’ex Macello alla cittadinanza! 

Gruppo LegaLugano





Vittoria della Svizzera e del nostro modello di società; sconfessata (per l’ennesima volta) la partitocrazia immigrazionista

La Lega dei Ticinesi accoglie con grande soddisfazione il voto odierno, favorevole all’introduzione in tutta la Svizzera di un divieto di burqa come quello che già conosciamo in Ticino a seguito della votazione popolare del settembre 2013.

L’iniziativa ticinese, che ha fatto da modello per quella federale approvata oggi, venne lanciata dal “Guastafeste” Giorgio Ghiringhelli. La Lega aderì fin da subito al comitato promotore, riconoscendo la necessità di combattere precocemente l’avanzata dell’islam politico anche alle nostre latitudini.

Il velo integrale non risponde ad alcun precetto religioso, tant’è che è proibito perfino alla Mecca.
È invece uno degli attributi visibili dell’islam politico. L’islam politico è in aperta contraddizione con i valori fondanti del nostro Stato liberale e con il nostro modello di società. Non può dunque avere diritto di cittadinanza in Svizzera. L’islam politico costituisce inoltre l’humus sul quale cresce il terrorismo islamico.

Grazie al popolo svizzero (circa il 52% di sì a livello nazionale e il 60.5% in Ticino), che per l’ennesima volta ha sconfessato la solita maggioranza PLR-PPD-PS-Verdi, oggi è stato compiuto un passo concreto a difesa del nostro vivere insieme, e contro la creazione, sul nostro territorio, di società parallele che, invece di adeguarsi alle nostre regole, pretendono di continuare a seguire le proprie.

Alla vigilia della Festa della donna, il popolo elvetico ha quindi pronunciato il proprio no ad uno strumento di sottomissione della donna, sconfessando così le sedicenti femministe rossoverdi la cui priorità, ed è apparso evidente nelle scorse settimane, non è certo la parità di genere, bensì l’immigrazionismo spinto.

Essendo il burqa un problema di società, e non solo una semplice questione di sicurezza pubblica, è corretto che la sua messa al bando venga iscritta nella Costituzione federale.

Evidentemente, anche altre misure andranno messe in campo per impedire che la Svizzera fornisca terreno fertile a chi propaganda e diffonde l’estremismo islamico: dal divieto di finanziamenti esteri alle moschee alla messa fuori legge dell’islam politico.

Il divieto di burqa in tutto il Paese costituisce un importante passo avanti, oltre che una significativa vittoria dei valori occidentali. La Lega si rallegra di aver dato il proprio fattivo contributo a questo risultato.

Le forze politiche che si sono invece opposte, venendo per l’ennesima volta sconfessate, faranno bene ad interrogarsi sulla propria rappresentatività.

Lega dei Ticinesi



Onorevoli Consiglieri di Stao,

Presidente cari colleghi

 

In un paese in cui si fa della democrazia diretta, giustamente, un vanto non possiamo che essere noi cittadini ad aver l'ultima parola su alcune spese di rilievo.

Non é un sistema nuovo, ma quello del referendum finanziario obbligatorio é un sistema conosciuto, con diverse sfumature, in diversi cantoni.

Dal sistema per così dire puro, voluto dagli iniziativisti, la maggioranza della commissione prendendo spunto anche da quello che sono i sistemi degli altri cantoni ha elaborato un controprogetto.

Devo dire da subito che numerosi esponenti della lega dei ticinesi sono nel comitato iniziativista e che pertanto questi membri, come chi vi parla, erano pronti ad appoggiare il sistema voluto con l'iniziativa.

Dal nostro punto di vista é indispensabile che alcuni spese importanti debbano essere approvate anche dai cittadini oltre che dal gran consiglio. Raccogliere le firme per un referendum é sempre più difficile e complicato. Lo abbiamo visto soprattutto in quest'ultimo anno di pandemia. Spesso e volentieri é poi necessario mettere in campo forze non indifferenti sia a livello di persone che economico. Pertanto, spese sulle quali sarebbe importante che il cittadino si esprimesse rischiano di passare senza che vi sia questo importante avallo.
Non si chiede di poter votare su ogni spesa, il testo conforme ha comunque posto l'asticella verso l'alto.

Il controprogetto poi coinvolge nuovamente i deputati chiedendo che questi richiedano, dopo l'approvazione del credito, il referendum. Questa possibilità di avere un referendum finanziario obbligatorio verrebbe ulteriormente filtrata dal Parlamento.

Come detto, parte del gruppo e chi vi parla sarebbe favorevole al sistema puro dell'iniziativa. Nell’ottica però di trovare un consenso quanto più ampio possibile il gruppo della lega appoggerà il rapporto di maggioranza e quindi sosterrà anche il controprogetto.

 





Comunicato stampa

Patto ONU sulla migrazione: nuova scelleratezza del Consiglio federale

 

La Lega dei Ticinesi apprende con grande sconcerto della decisione del Consiglio federale di adottare il messaggio concernente il Patto globale ONU sulla migrazione.

Il Patto ONU sulla migrazione mira a trasformare l’immigrazione clandestina in un diritto umano, a cui gli Stati di destinazione dei migranti  molto difficilmente (eufemismo) potranno opporsi, ed al riconoscimento dei rifugiati climatici.

A seguito della gravissima crisi economica ed occupazionale provocata dalla pandemia da coronavirus, la Svizzera dovrà imperativamente destinare le risorse pubbliche alla copertura dei bisogni dei cittadini e delle aziende svizzere (“prima i nostri”). Nel settore dell’asilo, che genera ogni anno costi miliardari, occorrerà risparmiare in modo drastico. Ciò significa che il nostro Paese dovrà rendersi meno attrattivo per i migranti economici, sposando l’obiettivo “zero asilanti” di recente espresso dalla premier socialdemocratica (!) danese Mette Frederiksen.

Il Consiglio federale dimostra invece per l’ennesima volta di voler fare proprio il contrario, aprendo le porte a nuovi ed incontrollati flussi migratori, con tutte le deleterie conseguenze del caso sia a livello economico (drastico aumento della spesa per l’asilo) che di coesione sociale.

La Svizzera non si può in nessun caso permettere ulteriori flussi di migranti economici, a maggior ragione in considerazione della crisi economica epocale a cui si troverà a far fronte.

L’argomentazione secondo cui il Patto ONU sulla migrazione sarebbe giuridicamente non vincolante (“soft law”) è ridicola: non si è mai visto che la Svizzera sottoscriva un accordo per poi non attenervisi pedissequamente, ed anche contro i propri interessi. E, d’altra parte, l’esperienza insegna che questi accordi internazionali inizialmente non vincolanti col tempo diventano poi vincolanti (tattica del salame).

La Lega dei ticinesi deplora l’ennesimo passo scellerato del Consiglio federale ed annuncia già fin d’ora che vi si opporrà in tutte le sedi.

 

Lega dei Ticinesi




2 febbraio 2021
Interrogazione al Consiglio di Stato

 

“Una nazione che si tassa nella speranza di diventare prospera
è come un uomo in piedi in un secchio che cerca di sollevarsi tirando il manico”.
W. Churchill.

 

C’è la pandemia, cittadini e imprese sono in difficoltà e lo Stato cosa fa? Aumenta le imposte!

 

Negli scorsi giorni la Divisione delle contribuzioni del DFE ha fornito informazioni ai contribuenti relative alla compilazione della dichiarazione d’imposta 2020. In particolare, il Fisco ticinese intende ridurre alcune deduzioni fiscali concesse ai contribuenti a seguito della pandemia, che riguardano il riconoscimento delle spese di trasporto, le spese di doppia economia domestica e le altre spese professionali.

 

Quali le motivazioni del fisco? A seguito della chiusura di molte attività commerciali e produttive e dell’introduzione del telelavoro in particolare durante la primavera, ma pure nella seconda parte del 2020, il fisco considera non pertinente concedere le deduzioni fiscali menzionate nella loro integralità. Per le “altre spese professionali” il forfait di 2'500 franchi verrebbe considerato come limite massimo.

 

Le deduzioni delle spese di trasporto dal domicilio a luogo di lavoro effettuate con il veicolo privato e delle spese di doppia economia domestica, potrebbero essere fatte valere unicamente nel caso in cui la persone si è effettivamente recata sul posto di lavoro. Ne consegue che per le giornate in cui il lavoro è stato svolto da casa non sarebbe possibile né chiedere la deduzione delle spese di trasporto né quella relativa ai pasti. I cittadini contribuenti dovranno inoltre procedere al conteggio dei giorni lavorativi in cui si sono recati alla sede del loro lavoro, senza i giorni trascorsi presso la propria abitazione. La deduzione delle “altre spese professionali” da parte sua sarebbe ammessa in forma forfettaria nella misura di 2'500 franchi complessivi all’anno.

 

Siamo ancora nel pieno di una pandemia che ha pesanti conseguenze economiche per l’economia e la popolazione probabilmente per i prossimi anni. Il rischio di perdere attività economiche e posti di lavoro è molto elevato, soprattutto perché gli aiuti della Confederazione e dei Cantoni non saranno infiniti. La decisione della Divisione delle contribuzioni appare dunque infelice e inopportuna e dovrebbe essere riconsiderata. La riduzione di alcune deduzioni fiscali corrisponde di fatto a un aumento delle imposte. Inoltre, il telelavoro è stato fortemente raccomandato e successivamente imposto, non è una decisione libera dei datori di lavoro e dei lavoratori.

 

Si chiede pertanto al Consiglio di Stato:

 

  1. In considerazione della difficile situazione economica per la popolazione e l’economia cantonale, è intenzione del Consiglio di Stato di rivedere la decisione della Divisione delle contribuzioni del DFE, rinunciando alla riduzione di alcune deduzioni fiscali, che di fatto comporta un aumento delle imposte a carico delle cittadine e dei cittadini?

 

  1. Dato che il telelavoro è stato imposto pure nel 2021, è intenzione della Divisione delle contribuzioni del DFE di ridurre le deduzioni fiscali anche nella dichiarazione d’imposta 2021?

 

  1. Sono previste ulteriori riduzioni delle deduzioni fiscali, che di fatto comporterebbero un aumento delle imposte a carico dei cittadini contribuenti?

 

  1. La Divisione delle contribuzioni del DFE comunica alle cittadine e ai cittadini contribuenti che nell’eventuale richiesta delle deduzioni considerate, è necessario “procedere al conteggio dei giorni lavorativi in cui ci si è recati alla sede di lavoro, senza includere i giorni trascorsi lavorando presso la propria abitazione”:
    • Si tratta nei fatti di un’autocertificazione?
    • E’ intenzione del Cantone non considerare sistematicamente le deduzioni fiscali per il periodo nel quale è stato effettuato un lockdown, in particolare fra la metà di marzo 2020 e l’inizio del mese di maggio?
    • Sono state date istruzioni alle tassatrici e ai tassatori affinché le deduzioni fiscali non siano prese in considerazione, in particolare, ma non solo, nel periodo indicato in precedenza?
    • Il Consiglio di Stato è consapevole che il Cantone rischia di esporsi a migliaia di contenziosi con i contribuenti, che provocherebbero una mole di lavoro di accertamento probabilmente eccessiva?
    • A fronte del probabile maggior carico di lavoro, che importo si attende di incassare maggiormente il Cantone riducendo le deduzioni fiscali?

 

  1. Il Consiglio di Stato è consapevole che la riduzione delle deduzioni fiscali e dunque l’aumento delle imposte, colpisce prima di tutto i contribuenti del ceto medio e i redditi inferiori, cioè quelle persone maggiormente colpite dalle conseguenze economiche della pandemia?

 

  1. Il Consiglio di Stato è consapevole che la riduzione delle deduzioni fiscali e dunque l’aumento delle imposte, colpisce anche numerosi artigiani, commercianti, esercizi pubblici, ecc. cioè tutte quelle categorie in gravi difficoltà, anche a seguito di chiusure di attività ordinate dall’Autorità federale e cantonale?

 

  1. Sulla base delle considerazioni esposte, è intenzione del Consiglio di Stato rinunciare, in questo difficile momento economico per la popolazione e l’economia cantonale, all’aumento delle imposte a carico delle persone fisiche nella dichiarazione d’imposta 2020 e nelle dichiarazioni fiscali successive?

 

 

Boris Bignasca, Omar Balli, Andrea Censi, Massimiliano Robbiani, Sabrina Aldi, Sem Genini, Maruska Ortelli, Lelia Guscio (LEGA)




Mozione: servono più soldi da Berna a causa dei frontalieri

In Ticino il reddito mediano di un’economia domestica è il secondo peggiore in Svizzera (44'500 franchi. Solo in Vallese è peggiore: 41'400 franchi). Nello stesso tempo siamo pure il terz’ultimo Cantone per redditi più bassi. È tempo e ora che dalla Confederazione attraverso la perequazione finanziaria giunga la giusta compensazione al Ticino e non le briciole.

Per la Lega dei Ticinesi il risultato della ricerca effettuata da un noto istituto assieme all’Istituto BAK Economics è solo una triste conferma di quanto tutte le Ticinesi e i Ticinesi constatano. Finalmente però i ricercatori di questo studio mettono nero su bianco che la causa delle grandi differenze delle nostre economie domestiche sono gli stretti legami che il Cantone ha con l’area lombarda: la vicinanza della zona euro fa sì che la pressione sui salari e quindi anche sui redditi sia molto più alta che nella media svizzera. La cosa è aggravata dal fatto che “oltre il 25% dei lavoratori sia costituito da frontalieri, che hanno pretese salariali nettamente inferiori a quelle degli svizzeri”.

Di fronte a questi oggettivi riscontri è giunto il momento di chiedere a livello federale maggiori versamenti legati alla perequazione finanziaria. Non è più accettabile che il Ticino riceva poco meno di 44 milioni di franchi (dati che valgono per il 2021) dalla perequazione finanziaria, mentre al Vallese giungano 785 milioni di franchi. Questo non tanto perché non sia corretto il versamento al Vallese (anche Argovia, per esempio, beneficia della solidarietà degli altri Cantoni per un importo di 489 milioni di franchi), quanto perché si deve poter innalzare la quota parte per il Ticino.

La vicinanza con l’Italia e la forte presenza di lavoratori frontalieri devono essere molto più considerati. In questo senso si chiede che la Confederazione (non i Cantoni) intervenga con un maggior finanziamento al Ticino, così come fa con la perequazione dell’aggravio geotopografico (PAG) e con la perequazione dell’aggravio sociodemografico (PAS). Solo in questo modo il Ticino potrebbe essere risarcito per gli svantaggi legati alla sua vicinanza con l’Italia e soprattutto per la presenza massiccia di lavoratori frontalieri.

 È ora che il Governo si attivi immediatamente presso la Confederazione per sanare questa situazione inaccettabile e che in questa difficile fase di pandemia sta diventando un vero affronto verso il Canton Ticino.

 Boris Bignasca, Andrea Censi, Sem Genini, Eolo Alberti, Maruska Ortelli, Sabrina Aldi, Michele Guerra, Giancarlo Seitz, Bruno Buzzini, Omar Balli, Lelia Guscio, Massimiliano Robbiani, Enea Petrini, Fabio Badasci, Stefano Tonini a nome del gruppo LEGA dei Ticinesi

 


Ancora una volta i cittadini ticinesi sconfessano la casta

La Lega dei Ticinesi prende atto con soddisfazione dell’esito della votazione in Ticino sull’iniziativa per la limitazione.

Per l’ennesima volta, la maggioranza dei ticinesi, sostenendo l’iniziativa, ha rifiutato la devastante libera circolazione delle persone senza limiti voluta dalla partitocrazia, che ha avuto effetti deleteri sul mercato del lavoro, sulla sicurezza, sull’ambiente, sulla viabilità, sulle assicurazioni sociali, ...

Anche in quest’occasione, Lega e Udc si sono dimostrate le uniche forze politiche schierate dalla parte della maggioranza dei ticinesi su un tema fondamentale per il futuro del Cantone e della Nazione quale sono i rapporti tra Svizzera ed UE.

E per l’ennesima volta la partitocrazia euroturbo PLR-PPD-PS-Verdi - che per settimane si è prodotta, assieme ai media “mainstream” e alle lobby padronali e sindacali, in un’allarmante operazione di diffusione di “fake news” terroristiche e di lavaggio del cervello ai cittadini a sostegno della libera circolazione - è stata sconfessata dall’elettorato.

Si spera pertanto che i cittadini anche alle elezioni sosterranno quelle forze politiche che difendono gli interessi del Ticino e dei ticinesi. A maggior ragione sui temi fondamentali per il futuro del Cantone e della nazione quali sono i rapporti con L’UE. Se invece si continua a premiare elettoralmente chi fa proprio il contrario a partire dagli esagitati climatici - poi serve a poco lamentarsi.

Il voto ticinese purtroppo non basta a determinare l’esito della consultazione a livello nazionale. In parecchie regioni del Paese le deleterie conseguenze della libera circolazione incontrollata ancora non si manifestano in tutta la loro nocività. Quando anche i cittadini di queste aree apriranno gli occhi, sarà troppo tardi.

I rappresentanti politici del nostro Cantone, indipendentemente dall’appartenenza politica, hanno ora più che mai l’obbligo di far valere la volontà dei ticinesi in tutte le sedi possibili: specialmente in quelle federali, ma non solo.

La Lega dei Ticinesi si prepara alla prossima battaglia: quella contro lo sconcio accordo quadro istituzionale con l’UE, che trasformerebbe la Svizzera in una colonia di Bruxelles, e che le maggioranze politiche (PLR in primis) a seguito dell’esito a livello nazionale della votazione odierna pretenderanno di sottoscrivere in tempi rapidi, genuflettendosi per l’ennesima volta alla pretesa dell’Unione europea di comandare in casa nostra.

Lega dei Ticinesi

Domenica 27 settembre 2020

 

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